Benito Jacovitti Lisca di pesce

Per il ciclo Italiani

Jacovitti L’Italia popolare vista attraverso il disincanto ironico della sua matita, con i salamini e l’immancabile lisca di pesce che a lungo fu anche la sua firma, insieme ai personaggi colorati, pesanti e un po’ volgari. Il disegnatore Jacovitti è il protagonista del documentario di Simona Fasulo, con la regia di Nicoletta Nesler, in onda questa sera alle 21.10 su Rai Storia per “ Italiani ”.

Jacovitti , il cui nome di battesimo – essendo nato l’anno dopo la marcia su Roma – è Benito, ai suoi tempi era considerato di destra dalla sinistra e di sinistra dalla destra, ma l’essenziale per lui era sentirsi libero di esprimere quel che sentiva. E la lettura dell’Italia attraverso i suoi personaggi, ci sembra oggi ancora più chiara di allora.

Jacovitti si racconta

Nel documentario è lui stesso a raccontare il suo percorso di vita e d’arte, attraverso le sue apparizioni in TV dal 1962 al 1997 e le interviste radiofoniche. La narrazione di episodi realmente vissuti dal disegnatore molisano è affidata all’attore Giovanni Sorenti. Per la figlia Silvia, che sorridendo lo definisceun fratello minore dispettoso“, Jacovitti aveva un lato molto oscuro, ma la sua depressione e le sue manie le esorcizzava lavorando ore e ore alle tavole che hanno segnato il tempo del nostro paese.

Una lettura critica dei suoi fumetti la dà, invece, lo scrittore e giornalista  Goffredo Fofi, accanito lettore fin da bambino del Vittorioso, la rivista dove Jacovitti era la penna più illustre. Per Fofi, Jac è da considerare “uno dei grandi sociologi, antropologi della società italiana dal 1945 al 1997“. 

Jacovitti Gianni Brunoro, critico letterario, in un excursus sui suoi fumetti più noti, rileva quanto sia stato importante per Jacovitti il rapporto con il cinema: “quel tipo di fantasia gli è stata sicuramente favorita da una educazione cinematografica”. In effetti da bambino Jac accompagnava al lavoro il padre che faceva il proiezionista, era ancora l’epoca dei film muti. Il colorista di Jacovitti , l’illustratore Luca Salvagno, lo descrive come una persona affettuosa e dolce, nonostante il suo aspetto burbero, e con un enorme rispetto per i suoi lettori. Edgardo Colabelli, che per amore dei fumetti di Jac ha aperto il Museo Jacovitti a Roma, ricorda il suo incontro col disegnatore ed è convinto che, con il suo celeberrimo Diario Vitt,l’umorismo di Jacovitti ha fatto crescere diverse generazioni“.


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