Giovanni Arpino Il narratore italiano più americano e al contempo il più russo

Raccontato a L’ altro ‘900

Giovanni ArpinoNato nel ’27 e morto nell’87, Giovanni Arpino è stato “il più americano e al contempo il più russo dei narratori italiani”: così lo scrittore Flavio Santi ne ripercorre con passione la storia di uomo, di scrittore e giornalista nella terza puntata de L’altro ‘900 , il nuovo programma di Rai Cultura in onda questa sera alle 21.15 su Rai5. Del suo essere “ atipicoGiovanni Arpino ha avuto sempre piena, e in un certo senso divertita, consapevolezza. Dell’uomo, del carattere, delle passioni – per la pallapugno con l’Albese, innanzitutto, e poi il calcio del quale ha scritto in varie forme –  parlano altri ospiti della puntata: Caterina Brero Arpino, la moglie, che rievoca il rapporto con Vittorini, che ne decretò il destino editoriale.

Tommaso Arpino, il figlio, che ricorda i viaggi e le premure del padre; e infine Gianfelice Facchetti, attore e figlio dell’indimenticato capitano azzurro amico di Arpino, che lo pose al centro del suo “ Azzurro tenebra ”. Giovanni Arpino , il “ più hemingwayano dei nostri  autori ”, come argomenta Santi, è stato vincitore di un Premio Strega con “ L’ombra delle colline ” (1964), del  Premio Moretti d’oro nel 1969 con “ Il buio e il miele ”,  del  Premio Campiello nel 1972 con “ Randagio è l’eroe ” e del Super Campiello nel 1980 con “ Il fratello italiano ”.

Le letture di Gianfelice Facchetti

Il suo nome è legato anche ad alcuni film di grande successo tratti dai suoi romanzi: “ Il buio e il miele ” divenne per il grande schermoProfumo di donna ” con la regia di Dino Risi (che firmò anche “ Anima persa ”, entrambi per  l’interpretazione di Vittorio Gassmann) e “ Scent of woman ” con la regia di Martin Brest e un indimenticabile Al Pacino. Nel corso della puntata, alle testimonianze si alternano preziosi documenti d’epoca tratti dalle Teche Rai, foto di famiglia e alcune tra le pagine più belle di Arpino lette “con l’affetto di un figlioccio” da Gianfelice Facchetti, il bambino tenuto a battesimo del quale Giovanni Arpino volle raccontare in “ Azzurro tenebra ”.


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