Earth Hour l’Ora della Terra Luci spente per ascoltare il pianeta

La manifestazione del WWF coinvolge centinaia di città

Earth Hour Sarà l’astronauta Paolo Nespoli, il testimonial per il WWF Italia dell’ Ora della Terra, Earth Hour , undicesima edizione della manifestazione globale, che sabato 24 marzo, spegnerà le luci di mezzo mondo per ricordarci quanto i cambiamenti climatici rischino di farci perdere il bene più grande. I toni di Nespoli sono convincenti: “Da lassù perdi il dettaglio ma vedi la bellezza e senti la fragilità del nostro pianeta: la chiamano visione d’insiemedice l’astronauta dell’ASI che lo scorso dicembre è rientrato dall’ultima missione di 5 mesi sulla Stazione Spaziale Internazionale -. L’atmosfera sembra una leggera nebbiolina che avvolge il pianeta e dalla stazione spaziale sembra basti un’incauta soffiata per spazzarla via.

Di notte tutti i continenti si illuminano come un albero di Natale e dalla stazione osservi quanto noi esseri umani siamo in ogni angolo del globo. Da lassù sembra impossibile che questa nostra aggressiva omni-presenza non stia alterando le condizioni che permettono la nostra vita su questo pianeta”.

Il WWF, che nei giorni scorsi ha ricevuto dal Capo dello Stato Sergio Mattarella la ‘Medaglia del Presidente dalla Repubblica’, come “premio di rappresentanza all’evento internazionale Earth Hour 2018”, trova sempre un largo consenso per la manifestazione. Non a caso a Earth Hour 2018 è stato concesso il Patrocinio della Presidenza del Senato della Repubblica, della Presidenza del Consiglio dei Ministri e dell’ANCI. Anche le adesioni sono numerose, con oltre 200 comuni in Italia (migliaia nel mondo) che spegneranno la luce su un luogo simbolico.

Purtroppo c’è da rilevare che, queste operazioni di buona volontà ben poco incidono sulle leve di quel potere che ignora le buone pratiche contro il riscaldamento globale. Pratiche da attuare su larghissima scala, su scala globale.

Dei giorni scorsi la notizia riportata sulla rivista Nature Climate Change, che seppure riuscissimo a contenere l’aumento della temperatura mondiale entro i 2 gradi, così come stabilito nell’accordo di Parigi sul clima, esiste circa il 40% di possibilità che l’Artico in estate si sciolga egualmente. Le conseguenze sarebbero devastanti per l’equilibrio meteo-climatico. D’altronde gli estremi meteorologici cui queste folli stagioni ci stanno abituando sono già un chiaro effetto degli stravolgimenti in corso. Davanti alla sordità della politica, che non trova i cambiamenti climatici tema abbastanza popolare per farne una priorità (ed è invece la priorità assoluta) non restano che due strade: o abituarsi, oppure rendere l’argomento centrale, far uscire dalla nicchia dell’ambientalismo – visto ancora come espressione di élite – ciò che riguarda il futuro di ciascuno.

E’ qui che manifestazioni come l’ Ora della Terra, Earth Hour , possono giocare un ruolo significativo, ma solo se riescono a sensibilizzare un grandissimo numero cittadini. E allora i cambiamenti climatici diventeranno, forse, abbastanza popolari da essere tenuti in seria considerazione dai politici.

Torniamo dunque alla manifestazione Earth Hour che, quest’anno in Italia, avrà il suo momento centrale nella serata romana

Alle 20.30 Paolo Nespoli spegnerà insieme al WWF le luci che illuminano il Colosseo.
Quindi prenderà il via la “Pedalata per il Clima”, che porterà oltre 500 cittadini in un corteo di bici lungo le antiche vie della capitale per raggiunge alle 21.30 la Basilica di San Pietro, che, dopo l’ora di spegnimento, si riaccenderà. Sono diverse, in tutta Italia, le speciali pedalate realizzate da WWF in collaborazione con FIAB (Federazione Italiana Amanti della Bicicletta). Vi saranno cortei su due ruote a: Padova, Torino, Vicenza, Bologna, Livorno, Terracina, Chieti, Pescara, Teramo, Napoli, Brindisi, Lecce, Potenza e Catania.  A Milano serata dedicata ai pipistrelli, come simbolo di una biodiversità minacciata. Appuntamenti, modalità di partecipazione e curiosità sul sito: www.oradellaterra.org


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