Woody Allen non è un mostro ma una vittima Parola di Storaro

In una intervista rilasciata a Vanity Fair difende il regista con cui collabora da anni

 Woody AllenUna delle cose, o meglio, dei personaggi di cui noi italiano dovremmo andare più fieri è Vittorio Storaro. E’ uno dei migliori direttori della fotografia della storia del cinema. Nel suo “curriculum” ci sono titoli come Apocalypse Now, L’ultimo imperatore, Il conformista e Ultimo Tango a Parigi. Film entrati nella storia del cinema e non anche grazie alla sua meravigliosa fotografia.

Cosa sarebbe Apocalypse now, capolavoro di Coppola, senza la fotografia di Storaro?

Il vincitore di 3 premi Oscar da un paio di anni cura la fotografia dei film di Woody Allen . Wonder Wheel e Cafè society hanno una fotografia da favola, tra chiaro scuri, ombre calorose e luci soffuse. Proprio del suo nuovo regista, Storaro ha parlato in una intervista rilasciata a Vanity Fair. “Io non so cosa è accaduto tanti anni fa, ovviamente. So soltanto da quello che ho letto che ci sono state delle indagini che non hanno portato a un processo. Sono stati addirittura fatti degli esami alla figlia per vedere se c’era stata violenza e non è stata riscontrata alcuna violenza. È un caso diverso da quello di Polanski”.

Del suo rapporto personale con Woody Allen ha detto ” Il mio rapporto con lui è di una grande cortesia, di una forte simpatia e di un alto livello intellettuale. Non posso considerarlo un mostro se la violenza non è stata provata. Alcuni giornalisti sono andati a scavare e oggi tirano fuori qualsiasi cosa che possa dimostrare che lui non rispetta le persone. Per me sono esagerazioni.” Esagerazioni che hanno condannato il suo film, Wonder Wheel “Addirittura il film stava avendo una bellissima programmazione dopo il festival di New York dove era stato presentato. Dopo queste polemiche, lo stesso distributore ha un po’ fermato il film per non trovarsi collegato a questi scandali. Il film è stato praticamente accantonato, Kate Winslet che ha fatto un lavoro meraviglioso nel film non è stata riconosciuta, né Jim Belushi e tanti altri. Tutto per un’accusa fatta a un regista mai provata. Ma ormai il nome è implicato“. Come anche la stessa fotografia meravigliosa di Storaro, lasciata fuori da tutti i principali premi.

Con Woody Allen Storaro ha concluso anche A Rainy Day in New York, l’ultima fatica del regista, che ora però rischia di non vedere la luce. “Adesso purtroppo tante giornaliste stanno approfittando del loro potere, anche questa è violenza. Nel gettare il dubbio o denunciare una presunta violenza si fanno danni non solo morali e familiari, ma anche industriali, cioè sociali. In questo momento solo per non essere collegati a un nome percepito come negativo, un distributore come Amazon non può intervenire“.

Proprio sulle possibili accuse e insinuazioni che possono scaturire in un rapporto di lavoro tra un uomo e una donna, Storaro conclude “Se io in questo momento le tocco un braccio, in maniera simpatica, lei può dire: “Ah, Vittorio Storaro mi ha fatto delle proposte assurde perché volevo fare un’intervista con lui”. E succedono poi cose che superano la realtà“.


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