L’ Italia del rugby ancora ultima

Ma non è così del tutto drammatico, tutt’altro

rugby Tanti appassionati di rugby non capiscono tutto questo entusiasmo, l’Italia del rugby dicono, ha perso ancora come ormai gli capita da anni e si conferma che non è in grado di giocare il rugby almeno a certi livelli; altri addetti ai lavori parlano invece di una Italia in fase di netto miglioramento e comunque un’Italia positiva, giovane e coraggiosa.

Ci riferiamo al Torneo delle Sei Nazioni, il Torneo Internazionale più importante di Rugby (le sei protagoniste sono Italia, Scozia, Francia, Galles, Inghilterra, Irlanda la più forte di tutte), dove l’Italia del rugby porta a casa il terzo cucchiaio di fila, la 17° sconfitta consecutiva del torneo ma oltre all’amarezza anche molta fiducia per il futuro.

Pensiamo all’ultima gara Italia-Scozia, manca meno di un minuto quando la palla ovale va nelle braccia di Steyn, in avanti e il sogno azzurro finisce qui in una giornata dove la nostra Italia aveva giocato alla grande, con passione, con coraggio ma alla fine e nei minuti conclusivi è la Scozia che ha riacciuffato una gara impossibile portando a casa la vittoria di un soffio per 29 a 27 con un calcio di Laidlaw. Grande alla fine l’amarezza per gli uomini di mister O’ Shea.

La Scozia era venuta a Roma con tutta l’intenzione di affossare una Italia che da oltre tre anni non vince nelle Sei Nazioni, un’Italia che arrivava da 16 sconfitte consecutive e che ha voluto ed ha provato fino in fondo, con una buona difesa ed una buona organizzazione di gioco ma alla fine è stata la Scozia a 10 minuti dalla fine a sorpassare gli azzurri con una meta e poi a decidere con un calcio piazzato ad una manciata di secondi dal termine.

rugby Peccato!

Questa è l’Italia del tecnico Conor O’Shea e con in campo capitan Sergio Parisse  che dall’alto dei suoi 34 anni guida un gruppo di tanti giovani, con tanti esordienti e che ha dimostrato nel corso del Torneo di saper e di voler crescere.

Alla fine, e questo è innegabile, l’Italia del rugby purtroppo chiude male con cinque sconfitte su cinque, porta a casa il cucchiaio di legno ma almeno guadagna il punto bonus che permette agli azzurri di non chiudere a zero, il Sei Nazioni 2018.

Voglio però adesso pensare ad una delle battute di Peter George Dereck Robbins, un bestione che non c’è più, di Coventry che giocava in mischia, terza linea però misteriosamente elegante e corretto per essere come ruolo un placcatore di grande livello: “Cos’è il rugby ? Un drink molto forte, che va assaporato lentamente e in compagnia di amici fidati”.                                                                                                                               Ecco. quest’Italia di amici fidati ne ha tanti e sicuramente, se saprà migliorarsi, ne avrà ancora di più. Basta aver fiducia e aspettare la crescita dei suoi ragazzi e chissà che già fin dal prossimo Sei Nazioni non arrivi qualche bella sorpresa.


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