Le donne di Boldini in mostra a Milano

Un artista amatissimo, ancora oggi

BoldiniGiovanni Boldini (Ferrara 1842 – Parigi 1931) era un uomo sgradevole. Non era tanto demerito di madre natura, che pure era stata molto poco generosa con lui, ma piuttosto una questione di carattere, un caratteraccio per meglio dire, o se vogliamo un villano, che non risparmiava a nessuno battute sarcastiche ai limiti dell’insulto. Nato povero, era figlio di un artigiano del ferrarese, ma, giunto alle sfere celesti del successo, questo “rospo” fu nonostante tutto l’uomo più corteggiato dalle donne dell’alta società internazionale, nell’era dorata della Belle époque.

Le sue grandi donne

Nobili, artiste, milionarie, regine dei salotti ne furono irretite, se non dall’uomo dalla maniera che lui aveva di dipingerle, con pennellate rapide, quasi “sprezzanti” per qualcuno, dinamiche e raffinate. Erano ritratti di donne libere quelli di Boldini, di donne consapevoli della loro condizione, dell’eleganza che sprigionavano e del loro fascino, emancipate dalla loro stessa condizione sociale di privilegiate. Fu attraverso le donne che il povero e sgraziato Boldini ebbe il suo riscatto, un successo che lo porterà a conquistare Parigi e il suo bel mondo, sino a diventare il ritrattista più richiesto d’Europa e d’America e ad essere ricordato, oggi, come l’emblema della sua epoca.

La mostra

Sono queste donne che fino al 17 giugno, i visitatori della GAM – Galleria d’Arte Moderna di Milano potranno ammirare, gratuitamente, nella mostra focus “ Boldini Ritratto di signora ”, un percorso nei ritratti femminili di Boldini dove le opere della stessa Gam dialogano con gli 11 ritratti concessi in prestito dal Museo Giovanni Boldini di Ferrara.

BoldiniTre grandi dipinti  “ La contesse de Leusse “, ” La passeggiata al Bois de Boulogne “, che ritrae i coniugi Lydig, e la celebre ” Signora in rosa “, ossia Olivia Concha de Fontecilla, mostrati in successione cronologica (1889, 1909, 1916) esprimono non solo una coerenza formale conservata nel tempo, ma anche il livello internazionale e cosmopolita, colto e ricchissimo, mondano e inquieto della committenza di Boldini . In mostra anche 10 ritratti a puntasecca di  Paul-César Helleu, che fu amico di Boldini e dal quale fu ispirato.

A introdurre la mostra, è però l’autoritratto del 1892, affiancato da tre piccoli bronzi di figure femminili di Paul Troubetzkoy. Lo scultore di origini russe nato sul lago Maggiore si lega a Boldini per affinità artistiche e biografiche: figlio di un principe russo, lo scultore si affermerà a Parigi negli stessi anni di Boldini come un richiestissimo ritrattista mondano.

La mostra è parte del palinsestoNovecento Italiano, che traccia lungo tutto il 2018 un percorso in città alla scoperta dei protagonisti culturali del secolo scorso,  è promossa e prodotta da Comune di MilanoCultura, GAM – Galleria d’Arte Moderna di Milano, in collaborazione con Museo Giovanni Boldini, Gallerie d’Arte Moderna e Contemporanea di Ferrara.


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