Turner al Chiostro del Bramante

Erano 50 anni che Roma non ospitava una mostra dedicata all’artista britannico

Turner Joseph Mallord William Turner (1775-1851) amava l’Italia, vi tornò ripetutamente e lontano dalle brume inglesi, conobbe la luce limpida dei cieli mediterranei, i riflessi d’oro della laguna veneta, quelli d’azzurro tagliente del cielo napoletano. Lui, pittore di marine e di tempeste, fece sue anche queste “impressioni“: perchè è certo che il più grande merito del più grande artista britannico d’ogni tempo, fu quello d’aver restituito colore alle emozioni, trasposto su tela l’infinita gamma di sfumature che giungono dalle profondità dell’animo.

E così ecco il Turner pittore en plein air e “precursore degli impressionisti” o il “padre dell’arte moderna“, ecco il maestro senza il quale non sarebbe esisto Monet o anche Rothko. Sfidando lo stile dei vecchi maestri, Turner ha fatto avanguardia sia come tecnica sia nei contenuti. Scioccante per i suoi contemporanei in virtù della sua pennellata sciolta e la vivace tavolozza, ritraeva lo sviluppo del mondo moderno in maniera diversa da qualsiasi altro artista dell’epoca, di lui dicevano che “fosse solito di dipingere con gli occhi e con il naso oltre che con le mani”. Allora «non c’è da meravigliarsi che Turner sia diventato il pittore più celebre d’Inghilterra e che oltre centocinquanta anni dopo, celebriamo gli artisti contemporanei con lo stesso spirito innovatore attraverso il cosiddetto Turner Prize», si legge sul sito della Tate Britain, che detiene la più importante collezione delle opere di Turner.

Le opere della Tate

Ed è proprio dalla Tate che provengono le 92 per esposte dal 21 marzo al Chiostro del Bramante, in una mostra curata dal Manton Curator of British Art 1790–1850, David Blayney Brown.
In prevalenza, le opere esposte saranno acquerelli, tecnica che riveste un ruolo importante nella produzione di Turner, poi disegni, album, oltre a una selezione di olii, per la prima volta esposte insieme in Italia.

la mostra promette «di esaminare l’intera produzione artistica di Turner e rivela come, da disegnatore di soggetti topografici e architettonici, abbia sviluppato man mano uno stile estremamente personale, includendo nelle sue opere una straordinaria gamma di nuovi elementi iconografici e stilistici basandosi su una raffinata predilezione per la luce, il colore e gli effetti atmosferici».

Turner , che ha preso scene classiche e di paesaggio infondendoli con una nuova dinamica nella pittura, rifletté sulla crescente importanza dell’esperienza individuale, della percezione umana che conduce a momenti esaltati e interazioni sublimi con la natura. Una natura che spesso riconduce l’uomo alla sua piccolezza, alla sua fragilità. E’ comunque grazie a questa dedizione ad elevare gli stati di coscienza e dell’essere, che Turner ha aiutato a definire il movimento del Romanticismo, preparando il terreno quegli sviluppi della pittura fatta di esperienze soggettive che porterà all’Impressionismo e alla pittura moderna.

TURNER. Opere della Tate
a cura di David Blayney Brown 22 marzo > 26 agosto 2018
Chiostro del Bramante, Roma
www.chiostrodelbramante.it

 

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