Stephen Hawking ci ha lasciato

L’astrofisico più importante di questi decenni è morto ieri a Cambridge

Stephen Hawking Il professor Stephen Hawking , il fisico rivoluzionario che ha superato la malattia paralizzante per diventare un simbolo di resistenza umana, si è spento all’età di 76 anni.

Era considerato uno dei più grandi scienziati del mondo, l’intelletto di Stephen Hawking sondò gli stessi limiti della comprensione umana, sia nella vastità dello spazio sia nel bizzarro mondo sub-molecolare della teoria quantistica, che disse che poteva predire ciò che accade all’inizio e alla fine del tempo.

Il computer era l’unico mezzo con quale comunicava

Il suo lavoro che spiegava grazie alla tecnologia del computer per la malattia che gli impediva persino di parlare, spaziava dalle origini dell’Universo, attraverso la prospettiva del viaggio nel tempo verso i misteri dei buchi neri. Il potere del suo intelletto contrasta crudelmente con la debolezza del suo corpo, devastato dalla malattia da neurone motorio che ha contratto a 21 anni. All’inizio gli erano stati dati due anni di vita ma la sua tenacia e l’attaccamento verso la scienza avevano fatto di lui un esempio unico e di grande rilevanza.

La rivoluzione dello spazio e i buchi neri

Stephen Hawking ha proposto l’idea che i buchi neri emettono radiazioni e poi scompaiono. Hawking ha infatti attuato la teoria quantistica ai buchi neri, che emettono radiazioni che poi li fanno evaporare. E ciò dimostrerebbe la nozione secondo la quale i buchi neri sono esistiti a livello micro dal Big Bang e che più piccoli sono e più velocemente evaporano. Lo scienziato tra gli altri, ha scritto il libro “Dal big bang ai buchi neri. Breve storia del tempo“, che è stato pubblicato nel 1988 e gli ha procurato fama mondiale. Il volume è stato venduto in 10 milioni di copie tradotte in quaranta differenti lingue.


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