Ricordando il capitano Astori

Sono state tante le testimonianze che hanno voluto ricordare Davide Astori

capitano Ecco, a me piace chiamarlo così, “ capitano ” perché tutta Firenze e non solo, lo chiama così, perché i suoi compagni ancora lo sentono come il loro capitano, e perché capitano non è solo chi ha una fascia al braccio ma chi dimostra e merita di esserlo e Davide Astori merita per tutti e verso tutti, il rispetto ed il blasone di capitano. Uomo semplice, innamorato, professionista serio e capace, uomo d’altri tempi, mai una parola fuori posto in un mondo dove è più facile trasgredire o guadagnarsi il palcoscenico più con l’apparenza e con le grida che con un semplice sorriso, umile ma vero, quello sempre pronto di Davide.

E sono tanti quelli che vogliono bene al capitano della Fiorentina

500 le maglie di capitano Astori vendute in poche ore; scorte esaurite insieme a  quei biglietti, quelle tante frasi della gente comune: “ Non ci sono parole”, “Ciao capitano”, “Capitano per sempre”, “Ci sono uomini che non muoiono mai, ci sono storie che verranno tramandate in eterno, buon viaggio capitano

Ho letto le sincere le frasi di Riccardo Saponara, suo compagno di squadra, trequartista viola su Instagram

O capitano, mio capitano. Perché non sei sceso a fare colazione insieme a tutti noi?
Ora ci diranno che la vita scorre, che lo sguardo va puntato in avanti e dovremo rialzarci, ma che sapore avrà la tua assenza?
Chi arriverà ogni mattina in mensa a riscaldare l’ambiente con il proprio sorriso?
Con chi dibatteremo sulle puntate di Masterchef, i ristoranti fiorentini, le serie TV o le partite disputate?”.

E poi quella lettera, struggente, che ha accompagnato il giorno del funerale del capitano: Davide tu sei semplice, diretto, pragmatico. Con il tuo sguardo profondo riesci ad entrare dentro alle persone e a rimanerci. Tu non sei come tutti gli altri. Tu sei quello che anche non sapendo bene le lingue è riuscito a parlare con tutti noi, a indicarci la strada perché hai sempre parlato col cuore rendendoci uniti. Il nostro pensiero va ai tuoi genitori, a Bruno e Marco, a Francesca e alla principessa Vittoria, a cui piaceva l’uva come a suo padre. Il compito di tutti quelli che le saranno vicino sarà quello di raccontarle chi è Davide, perché tua figlia crescendo deve sapere chi è suo padre. Un uomo con la ‘U’ maiuscola. Al mattino, quando arrivavi nella stanza della fisioterapia, eri sempre te ad accendere la luce. Tu sei questo per tutti noi: luce”.

Ecco, una bella storia d’amore quella tra Francesca e capitano Davide ,  una storia da film, l’incontro ad una festa nel 2013, lui appassionato di viaggi e lei appena tornata, i due, uniti da questo filo comune che poi non si sono più separati. Lei abbandona tutto per dedicarsi a lui mettendo da parte il mondo dello spettacolo e che le ha permesso di accogliere l’arrivo della piccola Vittoria che adesso ha due anni. Una famiglia semplice che è piaciuta a tutti.  E in questi giorni di lutto e di silenzio, il fatto che l’ex gieffina non abbia usato i social per un ultimo sfogo è solo sinonimo di quanto rispetto e amore ci sia dietro al loro grande legame.

La domenica di calcio ha poi salutato capitano Astori; tutti gli stadi si sono fermati, Al minuto 13 (il numero della maglia di Astori) della sfida fra Fiorentina e Benevento i giocatori in campo si sono fermati per concedere un ulteriore minuto dedicato a Davide Astori. L’Intera curva Fiesole si è colorata di cartoncini viola con  la scritta Davide 13

Oggi, per tutti, si ricorda il campione, l’uomo, il capitano, lo sport; il futuro avrà poi altre  pagine da raccontare e anche da festeggiare ma il ricordo del capitano, quello rimarrà certamente indelebile nel tempo e nei cuori.


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