Oscar Lo strano effetto che fa vincere

Oscar, chi li ama e li considera, chi li odia e li denigra e poi, un mix che crea un corto circuito incomprensibile

OscarAncora oggi si considera l’Oscar il premio cinematografico più importante. Vincere l’Oscar significa essere arrivati in vetta, avere raggiunto uno status superiore, essere i migliori. Questa mentalità è molto americana e ci può stare, d’altronde, considerando che sono la miglior industria cinematografica al mondo per potenza, varietà e qualità, possono permettersi questi assoluti. E’ sempre stato così, se un film è valido, vince gli Oscar; se è valido e non li ha vinti, è sottovalutato; se non ne ha vinto neanche uno, forse non è così buono. Ma tutto questo sta cambiando diametralmente. O forse no. O forse nella testa dei critici amatoriali, c’è molta confusione.

Prendiamo l’esempio di quest’anno

La forma dell’acqua di Guillermo Del Toro vince 4 premi Oscar, tra cui i 2 principali e più importanti, film e regia. Una vittoria che dovrebbe sancire la bravura di un regista amatissimo, e invece succede qualcosa di molto strano. Nel giro di poche ore, quel regista messicano osannato per le sue favole dark come Il labirinto del fauno e La spina del diavolo, o più fracassone come Hellboy e Pacific Rim, un regista che ama il cinema come pochi altri, che spazia dall’horror gotico di Crimson Peak al romantico, che vince a Venezia e che viene per questo nominato prossimo presidente di giuria, diventa un “mestierante”, “furbo” e “capace di fare solo copia e incolla o minestroni”. Ma come?? Non era un genio?!

Il suo peccato? Aver vinto

Aver vinto con un film che non è un granchè, dicono. Aver preso troppe nomination soprattutto. Perchè se da una parte l’Oscar ti consacra, dall’altra ti massacra. “13 nomination?!?!? Ma non sono troppe?” hanno tuonato in tanti. Ma non dicono in quali sarebbe di troppo, in quali meritava meno o del tutto.
L’andamento del suo La forma dell’acqua è stato anch’esso bizzarro. Dopo la vittoria a Venezia, era un bel film, romantico, per sognatori, appena ha subito l’onta, è calata la mannaia delle 13 nomination, è diventato sopravvalutato. Che poi, tutto si può dire a un film del genere, ci stanno i gusti diversi e le critiche, ma da qui a odiarlo e sminuirlo o addirittura definirlo una “furbata di un mestierante”. E’ un po’ troppo.

E’ una pellicola intrisa fino al midollo di amore per il cinema. Di citazioni, di omaggi, di richiami e rimandi, di luoghi (i protagonisti vivono sopra a un cinema) e di schermi (quello sempre acceso della TV). Trasuda un’ammirazione per il grande cinema del passato che è ammirevole. Va bene che possa non piacere, ma da qui a fargli il processo e buttarlo giù da un presunto piedistallo, è un po’ assurdo.

Ma questo è il nuovo effetto Oscar

Fino a poco fa, se un film vinceva, era un grande film. Oggi invece è una macchia da evitare. Gli Oscar pesano troppo, e se non li sai sostenere, guai per te! Sei sopravvalutato e furbo. Meglio evitarli, con una accurata ginkana e poi sentirti dire che te li meritavi tu e che ti hanno ingiustamente snobbato.

Peccato che questi nuovi critici che si turano il naso alla parola Oscar, siano gli stessi che parlano di meritocrazia agli Oscar (“Meritava quello”, “Quello era più bello”) quando non capiscono che sono solo una vetrina, una dichiarazione di intenti, una premiazione che deve accontentare tutti (da qui la sempre più presente divisione dei premi principali, mancata quest’anno, in modo da supportare 2 pellicole e non solo 1). Sono gli stessi che odiano gli Oscar ma fanno nottata, li commentano fino a far venire la nausea, li analizzano come degli anatomopatologi e poi…. dicono che non valgono nulla. Gli stessi che un minuto dicono “Ha vinto l’Oscar, si è venduto”, e il minuto dopo “Non gli hanno mai dato un Oscar? ma si può? / Si ma guarda che ha vinto 3 Oscar, mica tutti ci riescono!”).

Insomma è un cortocircuito confusionale dove non si capisce più se valgono o non valgono, o se valgono a giorni alterni, o dipende da chi li vince. Nel frattempo Del Toro è a casa a coccolare due nuovi figli. E credo che tutti sta problemi non se li ponga affatto.


Le foto presenti su Stravizzi.com sono state in larga parte prese da Internet, e quindi valutate di pubblico dominio. Se i soggetti o gli autori avessero qualcosa in contrario alla pubblicazione, non avranno che da segnalarlo alla nostra redazione italiana - indirizzo e-mail redazione@stravizzi.it, che provvederà prontamente alla loro rimozione .