Tintoretto Parigi celebra i suoi 500 anni

Al Musée du Luxembourg una grande mostra sul maestro rinascimentale

Tintoretto Jacopo Robusti nasce a Venezia nel 1518 o forse 1519, in una famiglia di artigiani. Il padre è un tintore e Jacopo, che è di piccola statura, ben presto sarà riconosciuto col soprannome di Tintoretto . Si dice che usando le tinture di suo padre, impari sin da bambino a maneggiare i colori. Di fatto è un pittore precoce, probabilmente ha imparato l’arte nella bottega di Bonifacio de’Pitati, e comunque nel gennaio del 1538, ancora prima di compiere vent’anni, è già un maestro indipendente con il suo studio. I suoi primi anni – quelli celebrati nella mostra parigina – sono segnati dalla determinazione, dall’ambizione di avere successo e di essere riconosciuto in una città in cui risiedono molti buoni pittori e dove si scatena la competizione. E’ dunque il racconto di un’ascesa di un artista che conosce la tradizione ma che è attratto dal nuovo che si avverte nell’atmosfera di una Venezia cosmopolita, una città che vuole dare una nuova immagine di sé e che è frequentata da artisti e intellettuali di tutta Europa, dove si s’incrociano muratori croati, pittori di madonne greche e tipografi tedeschi.

I primi 15 anni della carriera di Tintoretto sono i meno noti e per questo la comunità scientifica vi ha acceso molti dibattiti, è tuttavia un periodo di formazione e dunque  decisivo. Nella straordinaria vivacità della  Venezia del Cinquecento, ritroviamo Jacopo impegnato nella pittura religiosa e profana, nelle decorazioni a soffitto o nei piccoli quadri eseguiti velocemente, nei ritratti di persone importanti o degli amici, intento a disegnare o a schizzare rapidamente un’idea. Le opere riunite in mostra testimoniano proprio la diversità del lavoro del Tintoretto, la ricchezza della sua cultura visiva e intellettuale e la sua volontà di colpire con la sua audacia sia l’occhio che la mente.

Punto di partenza della mostra è l’opera più antica che si conserva di sua mano, L’Adorazione dei Magi del Prado, dipinta quando aveva solo vent’anni; si approda poi alle più importanti commesse realizzate verso il 1550 che contribuirono a portarlo alla ribalta: Il peccato originale per la confraternita in una delle Scuole di Venezia; o La principessa, San Giorgio e San Luigi per la sede di un’amministrazione veneziana, vicino a Rialto.

La mostra

La mostra segue un percorso tematico che conduce il pubblico nel racconto delle caratteristiche dei primi anni di attività del pittore,  nei suoi metodi di lavoro, nelle strategie che Tintoretto mette in atto per farsi conoscere e attirare una clientela influente, e racconta la collaborazione con un altro artista, Giovanni Galizzi. Particolare è il ruolo centrale svolto dall’emulazione delle altre arti. dall’architettura al teatro, dove le prospettive e le “scenografie” che ritroviamo nelle sue opere stanno a dimostrare le conoscenze del Tintoretto delle altre arti. E la curiosità di quella collezione di miniature di sculture famose, che diventavano modelli da citare in tanti suoi dipinti.

«La mostra descrive l’immaginazione debordante, l’eclettismo ma anche i tentativi di un giovane artista alla ricerca della propria identità», sintetizzano i curatori. «Le opere esposte ripercorrono in sostanza la scalata sociale di un uomo di origini modeste, figlio di un tintore, che grazie al suo talento riuscì a emergere nella società, ad imporsi ed a farsi un nome senza mai dimenticare le proprie origini, come dimostra il nomignolo « Tintoretto ».

Tintoret. Naissance d’un génie – Parigi, Musée du Luxembourg ​​7 marzo – 1 luglio 2018 curatore generale : Roland Krischel, conservatore responsabile della pittura medievale, Wallraf-Richartz-Museum & Fondation Corboud, Cologne; curatore scientifico : Michel Hochmann, direttore di Studi presso l’Ecole Pratique des Hautes Études (EPHE, PSL)


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