Terry O’Neill un fotografo leggendario per le leggende dello spettacolo

Icons fino al 20 maggio al Complesso del Vittoriano – Roma

Terry O'Neill

Ha catturato l’immaginario dei due decenni più rivoltosi del secolo scorso, tramandandone il sogno e le icone. “Ho avuto fortuna. Mi sono trovato nel posto giusto al momento giusto: la Londra degli anni 60. Avevi l’impressione che ogni giorno succedesse qualcosa di rivoluzionario”, dice lui, Terry O’Neill (Londra, 1938), in una dichiarazione d’umiltà che non rende giustizia alla sua capacità di fotografo, di artista dell’immagine capace di catturare la sincerità di volti e gestualità non qualunque, ma di personaggi diventati simbolo. Mai come in questo caso, il termine un po’ abusato di icone va adoperato con larghezza, senza timore di esagerazioni.

50 anni di carriera, e i più bei nomi della musica, del cinema, dello spettacolo immortalati in un emozionante bianco e nero. In tanti li ha ripresi anno dopo anno, invecchiati sotto il suo obiettivo e sempre più “monumentali“, come Frank Sinatra che fotograferà lungo trent’anni o David Bowie, cui l’esposizione di Roma dedica una sezione speciale. Terry O’Neill prende a fotografarlo nel 1973, e prosegue fino agli anni Novanta: “Ogni foto con Bowie era una vera e propria lezione di recitazione: a ogni scatto si cambiava d’abito, e ogni volta era sempre più provocatorio e inventivo. Era una persona naturalmente e meravigliosamente eccentrica”, ha ricordato.

La swinging London

Terry O'Neill

Terry O’Neill comincia negli anni ’60, nella swinging London dove ogni giorno è un giorno nuovo e lui, che nel cassetto nutre il sogno di diventare batterista jazz, prende a fotografare band e musicisti, i portabandiera di quella rivoluzione culturale in pieno fermento “Mi trovavo sempre con tutti i musicisti di rock ‘n’ roll e le modelle all’Ad Lib Club. Mick Jagger scherzava dicendo che avrebbe cantato anche a 40 anni…”, racconterà qualche decennio dopo. «La sua prima foto pubblicata fu quella dei Beatles nel cortile sul retro dello studio di Abbey Road mentre stavano registrando il loro primo album in studio, Please Please Me, nel 1963 – spiega nel saggio di presentazione, il curatore della mostra Cristina Carrillo de Albornoz. Malgrado la riluttanza del direttore, quella foto finì sulla copertina di un importante quotidiano nazionale inglese, che andò esaurito in poche ore. Ne seguirono altre dei Rolling Stones, di David Bowie ed Elton John, per citarne solo alcuni. E furono spesso le foto iconiche scattate da Terry O’Neill a stelle in ascesa ad aiutarle, in un certo senso, a diventare leggende».

Ha 26 anni Terry O’Neill quando lascia Londra per approdare a Hollywood, qui, con l’appoggio di inglesi di gran successo come Michael Caine e Richard Burton, riesce a crearsi una cerchia che conta, riprendendo gente come Clint Eastwood, Paul Newman, Katherine Hepburn, Ava Gardner, Steve McQueen e la donna che Terry O’Neill l sposerà, Faye Dunaway. Ed ovviamente il suo modello ideale, Frank Sinatra, del quale dice:“Nel momento in cui Frank Sinatra entrava in una stanza, tutto sembrava illuminarsi e brillare”. E così arrivano gli scatti di Elvis, di Elizabeth Taylor, Audrey Hepburn, Brigitte Bardot, Ava Gardner, Jane Fonda, Marlene Dietrich.

Terry O'Neill

I decenni passano, nuove icone si aggiungono alla straordinaria collezione di Terry O’Neill: Bono, Bruce Springsteen, Tina Turner, Amy Winehouse, Pavarotti e non sono tutti. Curiosità: è stato anche l’unico fotografo a riprendere tutti gli attori che hanno interpretato James Bond: da Sean Connery, il primo e il suo preferito, all’ultimo 007, Daniel Craig.


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