Telefoneremo dalla Luna

Ma continuiamo a maltrattare la Terra

Luna E così abbiamo scoperto che un giorno o l’altro potrebbe arrivarci anche una telefonata dalla Luna . Lo hanno annunciato martedì scorso Vodafone e Nokia comunicando al pianeta terra di aver pianificato di costruire una rete cellulare nello spazio per sostenere quello che sarà il primo sbarco sul satellite finanziato privatamente, e previsto per il prossimo anno. L’annuncio ha guadagnato titoli in tutto il mondo, anche se il progetto non è proprio in dirittura d’arrivo. Sintetizzando le due compagnie hanno promesso di produrre una innovativa tecnologia che, attraverso strumenti di un peso inferiore a un chilogrammo, potrà fornire una rete cellulare di quarta generazione, il cosiddetto 4G già usato da un miliardo di utenti in tutto il mondo. Sarà questa rete che una coppia di veicoli lunari (rover) userebbe per comunicare con una stazione base che trasmetterà quindi i dati e i video ad alta definizione sulla Terra.

Una telefonata in 4G

Come si apprende dal NYTI rover e la tecnologia di rete sarebbero trasportati a bordo di un razzo di proprietà di SpaceX, la compagnia fondata e gestita dal miliardario Elon Musk, come parte della “Mission to the Moon“, un piano ambizioso di PTScientists, un’azienda con sede a Berlino. Una volta sulla Luna , i rover si avvicineranno con attenzione al rover dell’Apollo 17 della NASA, che è stato lasciato lì nel 1972, senza danneggiare il sito complessivo“.

Se e quando l’annuncio potrà concretizzarsi, è difficile a dirsi, anche perchè, a quasi 50 anni dal primo sbarco sulla Luna , ritornare sul satellite non sembra più tanto facile. A dimostrazione di questo, il fallimento del Google Lunar X Prize (GLXP), la competizione spaziale organizzata dalla X Prize Foundation e sponsorizzata da Google che metteva a disposizione 30 milioni di dollari per quei team capaci di mandare entro il 31 marzo del 2018, un robot sulla Luna per inviare sulla Terra messaggi e immagini. A meno che in questi 27 giorni rimanenti non accada qualcosa, la sfida è persa. Curiosità, gli iscritti al 2010 furono 29.

E la Terra?

Insomma, tutto questo per dire che per quanto lo spazio continui ad affascinare l’uomo e a impegnare le menti umane in progetti brillanti, quel muro d’invisibilità costituito dalle distanze è ancora un ostacolo enorme. Tuttavia, da vecchio appassionato di buona fantascienza, resto convinto che sarà impossibile fermare quell’istinto tutto umano che ci spinge a cercare sempre un passaggio oltre le colonne d’Ercole. Allo stesso modo, vorrei che le migliori menti scientifiche si fermassero un attimo per ragionare sul Pianeta, su questo Pianeta, che è ancora la sola casa che conosciamo.

Abbiamo appreso, ad esempio, che l’eccezionale ondata di gelo che ha colpito l’Italia e l‘Europa in questi giorni, è stata provocata da un fenomeno, il Sudden Stratospheric Warming (SSW, riscaldamento improvviso della stratosfera) che è andato a “rompere” l’area di bassa pressione che normalmente staziona sul Polo Nord, aprendo una sorta di corridoio che ha spinto l’aria gelida alle nostre latitudini.

Per chi fosse interessato, sono certo che troverà spiegazioni scientificamente più accurate in rete, ma tanto serviva a ribadire ancora una volta, che la priorità dovrebbe tornare ad essere la salute della Terra, febbricitante per un riscaldamento globale che non sembra interessare più a nessuno. Una priorità per tutti: scienziati, cittadini e soprattutto politici. Intanto lanciamo un occhio al cielo, non sia mai detto che il futuro dell’umanità debba essere altrove per l’incapacità dei contemporanei. Fantascienza?


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