La moda e l’immaginazione cattolica in mostra al Met

Eccezionalmente il Vaticano impresta al museo newyorchese 40 paramenti sacri preziosissimi

moda1955 le Sorelle Fontana realizzano il mitico pretino “, ma non senza aver prima chiesto il permesso al Vaticano. L’abito è semplicemente geniale, un redingote di ispirazione talare, rigorosamente nero con profili e bottoncini rossi accompagnato da un cappello da monsignore con tanto di cordone e nappe. Ava Gardner, bellissima, lo indosserà portando al collo una catena con croce, mentre nel ’59, per la Dolce Vita, Anita Ekberg vi metterà un colletto bianco, di quelli che ricordano i pastori luterani o i preti d’altri tempi. Fu lo stesso Federico Fellini, folgorato dall’immagine della donna in tonaca, a proporlo all’attrice svedese.

Era la prima volta che il mondo della moda s’ispirava all’immaginario cattolico in maniera così eloquente, ma una moltitudine di esempi arriveranno nei decenni successivi, quando sulle passerelle vedremo florilegi di ricami d’oro e croci, abiti monastici variamente interpretati e drappeggi che neanche le madonne di Raffaello.

Saranno questi esempi, in 150 abiti provenienti dalle collezioni delle più celebrate griffe che, dal 10 maggio all’8 ottobre, andranno in scena nell’ormai tradizionale mostra di primavera del Costume Institute del Metropolitan museum di New York. L’appuntamento preceduto sempre (quest’anno il 7 maggio) dall’evento di gala, rigorosamente benefico (è destinato al finanziamento del museo) che richiama il meglio della moda e della ” vipperiainternazionale. Quest’anno i co-presidenti della serata saranno Amal Clooney, Rihanna, Donatella Versace e Anna Wintour.

Il prestito del Vaticano

Si potrebbe pensare che una mostra ispirata alla religione sia improntata alla sobrietà, in effetti no. Al Met passerà in rassegna il risvolto più lussuoso della religione cattolica e a mostrarlo saranno una quarantina di paramenti sacri che eccezionalmente il Vaticano presta al museo newyorchese. Tra i pezzi forti, preziosissime tiare papali e mitre cardinalizie decorate da migliaia di pietre preziose e piviali ricamati in oro, come quello indossato da Papa Benedetto XV a inizio secolo.

Il priviale era esposto, ieri, in anteprima alla Galleria di Palazzo Colonna, a Roma, nel corso della conferenza stampa che ha presentato la mostra alla stampa internazionale. E’ stato il presidente del Pontificio Consiglio della Cultura, il cardinale Gianfranco Ravasi, a presentare ” Heavenly Bodies: Fashion and the Catholic Imagination ” (Corpi celesti: la moda e l’immaginazione cattolica). Tra i presenti Donatella Versace e Anna Wintour, la direttrice di Vogue America.

L’immaginazione cattolica è radicata e sostenuta dalla pratica artistica, e l’abbraccio della moda a immagini sacre, oggetti e costumi continua una relazione in costante evoluzione tra arte e religione“, ha affermato Daniel H. Weiss, Presidente e CEO del Met. “La moda e la religione sono state a lungo intrecciate, mutuamente ispirate e informate l’una all’altra”, ha detto Andrew Bolton, curatore responsabile dell’Istituto di costumi. “Sebbene questa relazione sia stata complessa e talvolta contestata, ha prodotto alcune delle creazioni più originali e innovative nella storia della moda“.

modaUna panoramica sulla mostra

Come anticipato La mostra ospiterà circa 40 capolavori ecclesiastici della sacrestia della Cappella Sistina, molti dei quali non sono mai stati visti al di fuori del Vaticano. Comprenderanno paramenti e accessori papali, come anelli e diademi, dal XVIII al XXI secolo, che coprono un arco di più di 15 papati. L’ultima volta che il Vaticano ha inviato un prestito di questa entità al Met è stato nel 1983, per la mostra The Vatican Collections, che è la terza mostra più visitata del museo.

Inoltre, in esposizione saranno più di 150 ensemble, principalmente di abbigliamento femminile, datati dall’inizio del XX secolo ad oggi. L’esposizione si terrà nelle gallerie bizantine e medievali, parte dell’ala Robert Lehman, e al The Met Cloisters, ovvero accanto all’arte medievale della collezione del Met, fornendo un particolare contesto interpretativo. La presentazione colloca infatti i pezzi nel contesto più ampio della produzione artistica religiosa per analizzare la loro connessione con la storiografia del cristianesimo materiale e il loro contributo alla costruzione dell’immaginazione cattolica.

Tra le “firme” in mostra ci saranno AFVandevorst, Azzedine Alaïa, Cristobal Balenciaga, Geoffrey Beene, Marc Bohan (per House of Dior), Thom Browne, Roberto Capucci, Jean Charles de Castelbajac, Gabrielle “Coco” Chanel, Ann Demeulemeester, Sorelle Fontana, Domenico Dolce e Stefano Gabbana (per Dolce & Gabbana), John Galliano (per House of Dior), Gattinoni, Jean Paul Gaultier, Craig Green, Madame Grès (Alix Barton), Demna Gvasalia (per Balenciaga), Rosella Jardini (per Moschino), Stephen Jones, Christopher Kane, Christian Lacroix, Karl Lagerfeld (per House of Chanel), Jeanne Lanvin, Shaun Leane, Claire McCardell, Mariuccia Mandelli (per Krizia), Laura e Kate Mulleavy (per Rodarte), Thierry Mugler, Rick Owens, Carli Pearson (per Cimone), Maria Grazia Chiuri e Pierpaolo Piccioli (per Valentino), Pierpaolo Piccioli (per Valentino), Stefano Pilati (per Saint Laurent), Gareth Pugh, Simone Rocha, Yves Saint Laurent, Elsa Schiaparelli, Raf Simons (per la sua etichetta e House di Dior), Viktor Horsting e Rolf Snoeren (per Viktor & Rolf), Olivier Theyskens, Josephus Thimister, Riccardo Tisci, Jun Takahashi (per Undercover), Philip Treacy, Donatella Versace (per Versace), Gianni Versace, Valentina e Madeleine Vionnet .

La mostra – una collaborazione tra il Costume Institute e il dipartimento di Arte Medievale e The Cloisters – è organizzata da Andrew Bolton, curatore incaricato del Costume Institute, che collabora con i colleghi del dipartimento medievale del Met: C. Griffith Mann e Michel David.


Le foto presenti su Stravizzi.com sono state in larga parte prese da Internet, e quindi valutate di pubblico dominio. Se i soggetti o gli autori avessero qualcosa in contrario alla pubblicazione, non avranno che da segnalarlo alla nostra redazione italiana - indirizzo e-mail redazione@stravizzi.it, che provvederà prontamente alla loro rimozione .