Keith Haring ovvero l’alfabeto dell’impegno civile

L’Albertina di Vienna ricorda i 60 anni dell’artista con una mostra imperdibile

Keith Haring Questo 2018 avrebbe segnato il sessantesimo compleanno di Keith Haring (1958-1990) e l’Albertina di Vienna ne omaggia la memoria con una mostra dai risvolti inattesi. 100 le opere in esposizione provenienti da musei internazionali e collezioni private.

Keith Haring era uno degli artisti più famosi della sua epoca. Le sue opere di “graffitaro” sono state esposte in importanti musei e gallerie  e in numerose mostre biennali in tutto il mondo. Ma nonostante il suo successo  tra la critica, il mercato dell’arte, ed anche tra il pubblico più vasto, un aspetto centrale – che può essere visto come una preoccupazione primaria della sua arte – non è stato riconosciuto fino ad oggi nel suo vero significato: il suo linguaggio simbolico, che scorre attraverso tutto il suo lavoro. I disegni, i dipinti e le sculture di Keith Haring incarnano messaggi che prendono posizione contro la violenza delle élite dominanti, contro l’oppressione delle minoranze, contro i pregiudizi e contro la barbarie.

I suoi temi privilegiati ruotano quindi ripetutamente attorno alla giustizia e al cambiamento. Keith Haring parlava un linguaggio che dovrebbe essere facilmente compreso da ogni essere umano, coi suoi riferimenti ai principi creativi dei graffiti e della street art, e con le sue figure stilizzate che rimandano ad una forma grafica dalle radici preistoriche. Un mondo di omini mobilissimi, di lupi, di occhi sgranati sul mondo, di ghigni e sorrisi. Un alfabeto di girotondi, cuori, geometrie e Mickey Mouse che diventano materia giocosa o drammatica, sempre efficacissima. Il tutto come parte di un processo di trasformazione da arte bassa a alta che aveva già visto nei cartoni animati e nei dipinti murali della Pop Art finiti nelle collezioni museali.

Keith Haring ha sostenuto la centralità dell’individuo e si è opposto all’oppressione della dittatura, del razzismo, del capitalismo e della droga. Ha combattuto per porre fine all’apartheid in Sudafrica e la sua dedizione alla lotta contro l’AIDS è leggendaria. Era anche una di quelle voci che mettevano in guardia contro i pericoli della guerra nucleare, della distruzione ambientale e di innumerevoli altre minacce all’umanità e al nostro pianeta. Per raccontare tutto questo Keith Haring ha sviluppato un  linguaggio simbolico basato sulla consapevolezza che le immagini possono funzionare come le parole. E’ così che l’influenza di Haring sui suoi contemporanei e sulle generazioni successive di artisti è stata enorme “e i suoi messaggi e pensieri politiciaffermano gli organizzatori della mostra – non sono solo parte della sua eredità, ma anche parte dell’umanità e della storia dell’arte nel suo complesso“.

 

Keith Haring The Alphabet

Albertina di Vienna 16 marzo-24 giugno 2018

una mostra curata da Dietric Buchhart

 


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