Dürer il Rinascimento e l’eterna attrazione dei tedeschi per l’arte italiana

Ancora una grande mostra al Palazzo Reale di Milano

Dürer Da un lato il più grande artista tedesco, Albrecht Dürer (Norimberga 1471 – 1528), dall’altro la cultura del Rinascimento italiano e un mondo, quello del ‘500, mobile e “contaminato” più di quanto si possa pensare. “Un incontro epocale nelle sue conseguenze artistiche, culturali, geopolitiche, ideologiche e storiografiche“, così Bernard Aikema nel saggio di catalogo, definisce l’incontro tra Dürer e l’arte italiana, un incontro sondato da innumerevoli storici dell’arte, nel tentativo di restituire punti di contatto e scollamenti dall’atavica contrapposizione Nord- Sud, Germania-Italia.

In arrivo da una quarantina d‘istituzioni internazionali, sono 130 le opere esposte a Palazzo Reale a definire il racconto di questo rapporto, la metà delle quali di Albrecht Dürer, tra cui 12 dipinti, oltre a 3 acquerelli e circa 60 tra disegni, incisioni, libri, manoscritti. E poi le opere di artisti tedeschi suoi contemporanei come Lucas Cranach, Albrecht Altdorfer, Hans Baldung Grien, Hans Burgkmair e Martin Schongauer e di grandi pittori, disegnatori e artisti grafici italiani attivi fra Milano e Venezia, come Tiziano, Giorgione, Andrea Mantegna,  Giovanni Bellini, Andrea Solario.

E ancora due disegni di Leonardo da Vinci in arrivo dalla Royal Collection e il San Girolamo dei Musei Vaticani, in un confronto particolarmente interessante: «Se il problema delle influenze leonardesche su Dürer è stato ampiamente scandagliato dalla critica, non altrettanto può dirsi sul contrario – spiega il direttore di Palazzo Reale, Domenico Piraina – . Si aprono squarci di discussione interessanti su eventuali accostamenti tra l’arte di Dürer e una parte del monocromo presente in un angolo della Sala delle Asse del Castello Sforzesco: un’ottima occasione di dibattito culturale in vista della riapertura della Sala dopo il restauro (che sarà terminato per il 2019 anno leonardesco ndr). Il mio auspicio – conclude – è che questa iniziativa espositiva, complessa, stimolante e affascinante, possa rappresentare uno stimolo ulteriore per indagare ulteriormente i rapporti tra la nostra cultura artistica e quella d’Oltralpe».

Dürer Con la mostra ” Dürer e il Rinascimento tra Germania e Italia ” rivela dunque il quadro dei rapporti artistici tra nord e sud Europa tra la fine del Quattrocento e l’inizio del Cinquecento, l’attrazione fatale (ed eterna) della cultura tedesca verso l’Italia, che in Albrecht Dürer trova un simbolo potentissimo. «Non a caso – riprende Piraina – la nostra mostra si apre con le splendide vedute della città di Norimberga, città natale di Dürer, e di Venezia, opera del veneziano Jacopo de’ Barbari, che proprio nel 1500 si era recato a Norimberga dove era entrato al servizio di Massimiliano I, e stampata dal norimberghese Anton Kolb“.

Articolata in sei sezioni la mostra oltre ad inquadrare i molteplici rapporti culturali tra la Germania meridionale e il Nord Italia in pieno Rinascimento, accende una luce per il pubblico sulla straordinaria opera di questo artista che gli umanisti del Nord definivano come l’Apelle tedesco, e che, dopo la morte assunse persino lo status di ‘santo’. Il percorso espositivo accende un faro sul tema religioso in Dürer , nel suo rapporto con la committenza attraverso l’analisi della ritrattistica, dei soggetti mitologici, delle pale d’altare; la sua visione della natura e dell’arte tra classicismo e anticlassicismo, e infine, la sua figura di uomo e le sue ambizioni.

DÜRER E IL RINASCIMENTO tra Germania e Italia

Milano, Palazzo Reale, 21 febbraio – 24 giugno 2018

Una mostra curata da Bernard Aikema, Professore di Storia dell’arte moderna all’Università di Verona, con la collaborazione di Andrew John Martin, Ricercatore in storia dell’arte e Rinascimento tedesco.


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