Uffizi otto sale rosse per raccontare Caravaggio e l’arte del ‘600

Il nuovo allestimento è stata inaugurato

Caravaggio

L’invito da parte del direttore degli Uffizi, Eike Schmidt, era stato esteso a tutta la cittadinanza. E la gente ha risposto, mettendosi in coda per ammirare, nel museo simbolo d’Italia (2.219.122 visitatori nel 2017) le otto nuove sale dedicate al Caravaggio e ai pittori del ‘600, presentate con un nuovo allestimento e ridipinte di fresco con un color cremisi, pensato proprio per valorizzare al meglio i capolavori custoditi: i tre Caravaggio, tra cui la celeberrima Medusa e poi Rembrandt, Velazquez, Rubens, Artemisia. Rosso come simbolo della passione che la pittura dell’epoca tramanda, un colore e frequente nelle stoffe e negli stessi quadri di quegli anni. Un tono deciso, ottenuto da un modello tessile dell’epoca e realizzato con pigmenti naturali, come il cinabro, già in uso nel ‘600.

Per ogni sala un titolo, per un percorso pensato da Eike Schmidt con Anna Bisceglia (curatrice della pittura toscana del Seicento), Francesca de Luca (pittura del Cinquecento) e Maria Matilde Simari (pittura italiana ed europea del Seicento) che propone due letture: “Il nuovo allestimento si basa su un approccio tematico e artistico che ispira e stimola la curiosità del visitatore, trasportato così nell’atmosfera del tempo e nella storia delle collezioni medicee – dice Schmidt -. L’intenzione è di creare un’esperienza intellettuale sia per i non specialisti, che per gli esperti della materia. Grazie all’accostamento di pittura fiorentina e del resto d’Italia, con dipinti d’oltralpe, si recupera lo spirito internazionale del gusto dell’epoca, aperto a suggestioni provenienti da ogni paese”.

Tra realtà e magia ”, siamo nella prima sala, quella dedicata al tardo ‘500 con opere ispirate alla natura che già anticipano il secolo nuovo come il giocoso l’Uomo con scimmia di Annibale Carracci. A “ Caravaggio e Artemisia ” è invece intitolata la seconda sala col David e Golia di Guido Reni che da giugno fronteggerà il Sacrificio di Isacco di Caravaggio , oggi in mostra a Forlì e sostituito da una copia antica dell’Incredulità di San Tommaso del Merisi; nella stessa sala la Decapitazione di Oloferne di Artemisia Gentileschi.

La Medusa di Caravaggio

La terza sala è tutta per la Medusa del Caravaggio , custodita in una nuova teca. A fare da contrappunto una statua romana di Minerva con la testa della figura mitologica sul petto e il quadro della testa coronata dai serpenti di Otto Marsaeus. Uno dei dipinti più ammirati degli Uffizi e nei secoli passati attribuito a Leonardo.

La natura morta è protagonista della quarta sala, dove intorno al Bacco di Caravaggio e alle opere di dell’Empoli e di Carlo Dolci spicca una natura morta di Velazquez chiaramente ispirata a Caravaggio.

A lume di notte ”, la quinta sala, esplora una serie di scene illuminate da candele, come la Natività di Gherardo Delle Notti (Gerard van Honthorst), l’Annunciazione di Matthias Stamer, la Carità romana di Bartolomeo Manfredi.

Quella che arriva ora, la sesta sala, è tra le più intense del percorso con una sfilata di ritratti dei maggiori maestri della pittura europea del ‘600. “I volti ritratti da Rembrandt, Rubens e Van Dyck in dipinti di piccolo e grande formato costituiscono una successione di opere giustamente celebri che riunite sono un insieme emozionante, denso di spunti per riflettere sulla grande pittura del Seicento che fu soprattutto  europea per la vivace circolazione delle idee e per i molti e continui contatti tra artisti e committenti che non si curavano poi molto dei confini territoriali – dice Maria Matilde Simari, curatrice della pittura italiana ed europea del Seicento – . Da queste sale ci si augura che possa affiorare non solo l’esaltazione di alcuni capolavori, ma soprattutto la possibilità di intuire, anche per il visitatore frettoloso, alcuni aspetti salienti di un secolo straordinario, un secolo di circolazione culturale, di novità artistiche, di curiosità verso la realtà quotidiana e verso un mondo che si rivelava sempre più vasto e complesso”.

Il Ritratto di Galileo Galilei e il triplice ritratto di Cosimo II, Maria Maddalena d’Austria e il figlio Ferdinando II, ambedue di Giusto Sustermans sono tra i capolavori fiorentini che, nella settima sala fanno da contrappunto alla precedente. Ancora l’arte fiorentina nell’ultima sala del percorso, dove spiccano temi letterari molto in auge nel XVII secolo, come dimostra un teatrale Rinaldo e Armida di Cesare Dandini, che si ispira alla Gerusalemme Liberata di Torquato Tasso.

Insomma, un motivo in più per tornare a visitare il Museo degli Uffizi


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