Elezioni quando si volerà alto?

Tre settimane e qualche giorno ci separano dal voto del 4 marzo

ElezioniLa campagna elettorale si surriscalda, le parti si giocano le loro carte – ma storia dice che non mancheranno le sorprese dell’ultimo momento -, e ovviamente si attaccano vicendevolmente, avanzano promesse in vista delle elezioni che non potranno mantenere e, dulcis in fundo, ci propongono il loro racconto del Paese. Lo storytelling per usare un termine alla moda, ovvero: il ritratto sceneggiato di una nazione dal futuro incerto.

Per qualcuno: un’Italia boccheggiante, assediata dalla miseria e dalla violenza, insomma, sull’orlo del non ritorno. Un’Italia che finirà assediata dalla miseria e dalla violenza, insomma, sull’orlo del non ritorno per gli altri, per quelli ” che se vince quello lì è così che finiremo “. In ogni caso, è il ritratto di un’Italia rabbiosa e un po’ meschina quello che emerge; un’Italia fragile e inconsapevole della sua Storia per proporsi con la schiena dritta, alzare la testa, aprire bene gli occhi e andare avanti. Che non significa non riconoscere drammi e criticità, ma affrontarli con un po’ di amor proprio, o amor patrio, se volete, sentimento che non è di destra, di centro o di sinistra, ma appartiene a semplicemente a chi ce l’ha.

E così mi guardo intorno, leggo i giornali, consulto gli online, seguo i dibattiti di approfondimento e mi scoraggio. Ho le mie idee, chiaro, ma non sono qui per fare il mio endorsement, il punto è che vorrei sentire discorsi un po’ ispirati.

Esagero? Quelli si fanno le pulci e io chiedo discorsi ispirati?

Diciamo che vorrei ascoltare parole che, in un buon italiano, più che limitarsi alla lista della spesa, parlassero di futuro, di visioni e prospettive, che ci dicessero come potrebbe essere il Paese che verrà, la nazione che sarà tra 5 anni o 10 e quella che i bambini di oggi potranno ritrovare domani. E di come saranno domani le nostre città, se dobbiamo immaginare ghetti, guerriglie urbane, e cittadini armati o se possiamo permetterci l’equazione pace = sicurezza. Certo che il futuro è imperscrutabile, certo che i fattori in gioco sono troppi per farci un ritratto esatto.

Ma il domani è da oggi che si comincia costruire, allora io voglio vedere, chiedo di vedere, candidati alle future elezioni capaci di volare alto, capaci di parlare di università, di ricerca e di ambiente senza il timore di perdere voti; di dirci come, nella loro testa, la disegneranno questa Italia e soprattutto di dirci quanta fiducia ripongono negli italiani, perchè il sospetto è che davvero se ne abbia poca. E’ di queste prospettive che vorrei sentire parlare (oltre al resto) e non per trovarmi necessariamente d’accordo, ma per sapere se i nostri candidati hanno abbastanza immaginazione per vedere in un chicco di grano un campo baciato dal sole.


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