Festival di Sanremo The Day After per Ermal Meta e Fabrizo Moro

Fatti misfatti e musica dell’esordio di ieri

Festival di Sanremo Il 52,1 % degli italiani che avevano la tv accesa ha seguito la prima serata del Festival di Sanremo . Un record bruciato che parla di 11milioni603mila spettatori. Tutto merito della musica.

Tuttavia questa mattina ci siamo risvegliati con il dramma dei due favoriti al Festival di Sanremo , Ermal Meta e Fabrizo Moro a rischio esclusione, per un motivo anche poco piacevole, il presunto plagio di una canzone già passata al Festival nel 2016, nella sezione giovani. Tutta colpa del ritornello. Nel 2016 le promesse Ambra Calvani e Gabriele De Pascal cantavano: “Non mi avete tolto niente, non avete avuto niente, questa è la mia vita che va avanti oltre tutto e oltre la gente”, oggi Ermal Meta e Fabrizio Moro cantano: “Non mi avete fatto niente, non mi avete tolto niente, questa è la mia vita che va avanti, oltre tutto, oltre la gente”. Meta e Moro sono gli autori della canzoneNon mi avete fatto niente ” assieme ad Andrea Febo, che avrebbe firmato anche il testo, “ Silenzio ” di Calvani e De Pascali, cosa questa che esclude il rischio plagio (non si può plagiare se stessi) ma che pone un altro problema nel caso in cui Silenzio fosse stata eseguita davanti a un pubblico. Ne sapremo di più tra qualche ora.

Intanto la prima serata va in archivio nel diluvio di commenti che per tutta la giornata e ancora oggi e ancora nei prossimi giorni assediano e assedieranno i social network. Se la sobrietà di Claudio Baglioni da taluni è stata vista come impaccio – anche se era ampiamente annunciato il suo porsi in secondo piano e sin tutto al servizio dello spettacolo – la conduzione di Michelle Hunziker e Pierfrancesco Favino merita un voto molto alto. Lei, bella e ben vestita, svizzera abituata a “tirare il carro” (e si vede), lui attore di valore col dono dell’ironia. Il risultato è che sul palco dell’Ariston abbiamo visto parlare un buon italiano e senza strafalcioni. Vi pare poco?

Un bianco abbacinante caratterizza la scenografia di Trixie Zitkowsky, una sorta di effetto astronave tutto acciaio e splendore negli intervalli, che a canzoni in corso esplode di colori. Ecco, forse i colori spesso sono troppi, guastano la pulizia della visione, creano “rumore“, sarebbe il caso che il buon Duccio Forzano vi desse una regolata. Di bianco vestiti anche i professori dell’orchestra e a tal proposito vale la pena citare Fiorello, perchè effettivamente quel bianco fa un po’ effetto “Love Boat“. Anche “cavallo pazzo” è stato sobrio, educato.

Ad aprire il Festival di Sanremo non è stato infatti propriamente Fiorello, ma un contestatore che aveva qualcosa da ridire contro Procura della Repubblica e sindaco di Sanremo. Cortesemente allontanato, successivamente Fiorello lo ha difeso affermando che “sarebbe ora che (la poitica) tornasse ad occuparsi dei problemi delle persone“.

Ed è di Fiorello, neanche a dirlo, la battuta più bella della serata, riferita a Erdogan in vista in questi giorni in Italia. Fiorello ha annunciato la partecipazione del leder turco al Festival di Sanremo “perchè ha sputo che ci c’è una sala stampa con 1300 giornalisti liberi“. Conoscendo l’avversione del capo di stato per la stampa libera, c’è quasi da credergli.

Vogliamo dare un voto a Fiorello?

Lui è fuori classifica, può fare quello che gli pare, anche sbagliare (e non ha sbagliato), d’altronde agli artisti si perdona tutto.

Una valanga di musica, due o tre siparietti extra, due ospiti, tra cui Gianni Morandi che ha cantato due canzoni, rendendo omaggio con “Se non avessi più te” a Luis Bacalov, un collegamento telefonico con Laura Pausini dalla voce azzerata. Insomma, come promesso, la stella polare della prima serata sono state le canzoni del Festival di Sanremo e qui il discorso può prendere mille rivoli. Confermato il sapore un po’ antico delle canzoni – d’altronde l’età anagrafica di tanti protagonisti lo lasciava presagire – ma per una qualità media decisamente tra le più alte degli ultimi anni.

I peggiori? Gli Elio e le storie Tese, con un pezzo inutile e inascoltabile (si salvano solo grazie alla loro storia). La sorpresa (ma neanche poi tanto)? Luca Barbarossa, con quel “Passame er sale” per il quale prevediamo grandi successi. Degli altri 18 avremo modo di parlare nei prossimi giorni.

Stasera saranno 10 i campioni che torneranno ad esibirsi, quattro le nuove proposte

Ospiti Il Volo con un omaggio a Sergio Endrigo, quindi con Baglioni intoneranno La vita è adesso. Sul palco anche Biagio Antonacci che con Baglioni canterà Mille giorni di te e di me. E poi Sting e Shaggy col nuovo brano Don’t Make Me Wait. Sting per l’omaggio alla musica italiana canterà Muoio per te di Zucchero.

All’Ariston arriverà anche la signora di “Storie MaledetteFranca Leosini, per una segretissima gag con Baglioni. Arrivano inoltre il Mago Forrest e Pippo Baudo, a 50 anni dal suo primo festival.

Nella gara dei Giovani si esibiranno: Lorenzo Baglioni, Alice Caioli, Giulia Casieri, Mirkoeilcane, per i Campioni troviamo (in ordine alfabetico): Annalisa, Red Canzian, Decibel, Diodato e Roy Paci, Elio e Le Storie Tese, Ermal Meta e Fabrizio Moro, Ron, Vanoni-Pacifico-Bungaro, Le Vibrazioni, Nina Zilli. Come per la prima serata, le esibizioni saranno sottoposte al televoto (40%), alla giuria demoscopica (30%) e alla sala stampa (30%).


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