Facebook in tribunale Confonde l’arte con la pornografia

La società di Zuckerberg andrà a processo in Francia per aver chiuso il profilo di un’utente che aveva pubblicato L’origine du Monde

FacebookChe Facebook abbia spesso manifestato un ipocrita e irragionevole moralismo ce lo hanno raccontato in questi anni una serie di episodi, anche clamorosi. Chi non ricorda, qualche anno fa, la censura alla foto di un madre che allatta il suo bambino. Un tipo d’immagine di cui sono piene le chiese, ma che Dio ci scampi se sono ammesse sul social network americano, fin troppo attento che le nudità non turbino il sano equilibrio psico-ormonale dei suoi due miliardi e passa d’utenti. Poco importa se Zuckerberg e soci, abbiano dovuto affrettarsi a mettere delle pezze (quanto efficaci siano lo sapremo tra un po’) contro le ben più pericolose fake news, poco conta se il social network brulichi di messaggi insultanti, gruppi d’ispirazione nazista, razzista e amenità del genere. Un paio di tette o un sedere, secondo Facebook farebbero assai più danni. Il motivo di tanta idiosincrasia verso la nudità è in realtà puramente economico: per evitare che il social possa degenerare, si banna tutto ciò che è sospetto, senza fare differenze, senza considerare le “sfumature“, senza rispetto neppure per le opere d’arte.

E qui arriva il bello, perchè giovedì prossimo, Facebook comparirà in giudizio davanti a un tribunale francese per aver bannatosenza preavviso o giustificazione “, nel 2011, il profilo di un utente, l’insegnante Stéphane Cottineau, che aveva pubblicato una foto de L’Origine du Monde, l’opera di Gustave Courbet che rappresenta, in primo piano, il sesso femminile. Opera che è esposta al pubblico al Museo d’Orsay e che era stata pubblicata dall’insegnante francese con tanto di link verso un documentario che racconta la storia del dipinto. La pubblicazione voleva essere un segno di dissenso verso il social network che solo qualche giorno prima, per la stessa ragione, aveva disattivato l’account dell’artista danese, Frode Steinicke.

La denuncia a Facebook

E così che nell’ottobre del 2011, l’insegnante ha denunciato Facebook alla giustizia francese  per rivendicare la riattivazione del suo account, in nome della libertà di espressione. Per cinque anni il gigante della rete le ha provate tutte per evitare il giudizio, adducendo come argomento principale che la società ha sede  in California. Ma nel 2016, la Corte d’appello di Parigi ha posto fine a questa battaglia procedurale, confermando la competenza della giustizia francese nel giudicare il social network. La corte ha confermato un’ordinanza del Tribunale de Grande Instance di Parigi del 2015 che dichiarava “ abusiva ” la clausola attributiva di competenza che deve essere firmata da tutti gli utenti di Facebook e che fa riferimento a un tribunale nello Stato della California come l’unica autorità per risolvere le controversie.

E così, il processo intentato dalla giustizia francese potrebbe aprire nuovi capitoli nel rapporto tra gli stati e i giganti delle rete globale.

Stéphane Cottineau, attraverso l’agenzia AFP ha dichiarato tutta la sua soddisfazione, intanto per aver creato un precedente che potrebbe costringere i gigantiglobali a modificare il loro contratto, in secondo luogo perchè la pittura di Gustave Courbet, spiega l’avvocato dell’insegnante, è “un’opera importante” che “fa parte del patrimonio culturale francese“.

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La storia del dipinto

Dipinto nel 1866 da Courbet su commissione di un diplomatico turco, ” L’origine del mondo ” aveva scioccato la società borghese dell’epoca. Storia vuole che, sopraffatto dai debiti, il diplomatico fosse poi stato costretto a vendere l’opera che cambierà di mano più volte, diventando famosissima ma ben poco vista. Prima di finire al museo, nel 1995, l’ultimo proprietario privato è stato il celebre psicoanalista francese Jacques Lacan.

Courbet ha costantemente rivisitato il nudo femminile, a volte con una vena francamente libertina. Ma con l’origine del mondo, si permette un’audacia e una franchezza che danno al dipinto tutto il suo fascino“, osserva la nota esplicativa che accompagna l’immagine sul sito web del Museo d’Orsay a Parigi. Ed è proprio “grazie al virtuosismo di Courbet, alla raffinatezza di una gamma tonale ambrata“, che secondo il museo, “L’origine del mondo, sfugge allo stato di immagine pornografica“.


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