Gandhi Settant’anni fa il suo addio 30 gennaio 1948

La grande anima

GandhiMohandas Karamchand Gandhi nasce nel 1869 quando l’India è ancora una colonia dell’Impero britannico. A 13 anni si sposa con un matrimonio combinato e giovanissimo si trasferisce a Londra per studiare legge. Diventato avvocato, ritorna in India. Una ditta lo incarica di difendere i propri interessi in una causa che si dibatte in Sudafrica. Qui il giovane Gandhi prende le difese dei suoi connazionali sfruttati e inizia il percorso che lo porterà a entrare nel Congresso Nazionale indiano con un nuovo obiettivo: l’indipendenza dell’India.

Un personaggio e un impegno civile e politico che il professor Franco Cardini analizza con Paolo Mieli a Passato e Presente , il programma di Rai Cultura in onda oggi alle 13.15 su Rai3 e alle 20.30 su Rai Storia.

Nel 1942 il primo ministro Winston Churchill invia in India una missione con l’obiettivo di raggiungere un accordo tra nazionalisti indù e minoranza musulmana. La missione si conclude con un nulla di fatto. Gandhi scrive allora la risoluzioneQuit India ”, con la quale chiede agli Inglesi di lasciare immediatamente il Paese. Le grandi manifestazioni di piazza che seguono si concludono con arresti e repressioni violentissime. La moglie di Gandhi muore in carcere. Lui, gravemente malato, viene rilasciato dopo due anni di prigionia.

Finalmente l’indipendenza

L’indipendenza dell’India arriva il 15 agosto 1947 con la costituzione di due diversi Stati: l’Unione indiana (a maggioranza indù) e il Pakistan (a maggioranza musulmana). Gli inglesi lasciano il Paese, mentre milioni di indù e musulmani attraversano il subcontinente in un vero e proprio esodo incrociato, con massacri e disordini che sfociano poco dopo nella guerra per il controllo del Kashmir. Il 13 gennaio 1948 Gandhi comincia un nuovo sciopero della fame perché termini l’ostilità tra le due comunità religiose e perché l’India paghi il debito maturato nei confronti del Pakistan, cosa che poco dopo avviene.

Settant’anni fa, il 30 gennaio 1948 il Mahatma Gandhi viene ucciso a New Delhi da un fanatico induista, che ritiene Gandhi responsabile dell’indebolimento dell’India, a causa del pagamento del debito al Pakistan. Gandhi, avvocato, giornalista, capo spirituale e leader di un’intera nazione, è diventato un mito carismatico, ricordato, oggi, soprattutto per le sue battaglie della non violenza.


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