Luca Guadagnino Thimothee Chalamet e Armie Hammer Chiamiamoli col loro nome

Stravizzi li ha incontrati all’Hotel De Russie a Roma

Luca GuadagninoDopo un percorso lungo due anni nei festival internazionali che gli ha portato tanti premi ( fra gli altri Critics Awards, Spirit Award) fresco di  quattro candidature agli Oscar (sceneggiatura non originale, miglior canzone, attore protagonista  e miglior film)  Chiamami con il tuo nome , lo splendido film di Luca Guadagnino con Thimothee Chalamet e Armie Hammer , dal 25 Gennaio è finalmente nelle sale italiane.

Tratto dall’omonimo libro di Andre Aciman e scritto da James Ivory, il film racconta con una grazia straordinaria, che alterna tenerezza e sensualità, l’incontro, in un estate del 1983, fra il diciassettenne Elio e lo studente americano Oliver, che il padre di Elio, professore universitario, ospita per aiutarlo a terminare la sua tesi di dottorato.

 Luca Guadagnino «È un film sul desiderio che non conosce definizioni di genere – racconta all’incontro stampa avvenuto all’hotel De Roussie a Roma, dove si è dichiarato felice e orgoglioso delle nomination –  è anche un film sulla famiglia. Un racconto emotivo in cui il gruppo di famiglia è un luogo in cui ci si migliora a vicenda. »

Per Thimothee Chalamet, padre francese e madre americana, che è candidato a 22 anni agli Oscar come miglior attore e che aveva incontrato il regista  proprio all’età di diciassette anni per questo ruolo, non pensando di dover aspettare tre anni, lavorare con Luca Guadagnino era  il suo più grande desiderio: «Perché è raro per un attore, a questa età, trovare un ruolo così importante e poter lavorare con registi tanto bravi. Come attore il mio compito è rendere giustizia alla storia, essere aperto e non sentirmi vulnerabile nei confronti del personaggio. Sentivo la responsabilità di portare verità in una storia molto conosciuta, vista l’estrema popolarità del libro.» 

Armie Hammer «É difficile a volte lavorare con registi ingombranti che ti dicono ‘fai così’ o ‘fallo in quest’altra maniera” – Ha spiegato, due metri di altezza in una comoda tuta nera – Luca Guadagnino invece ha un incredibile equilibrio. Nel lavoro con lui c’è una straordinaria libertà. E questo è molto importante

Luca Guadagnino «Mi piace coi miei attori dimenticare la sceneggiatura. – racconta– Con il  mio montatore, Walter Fasano, con cui lavoro da quasi 30 anni, abbiamo il compito di fare in modo che questa tela venga esaltata a massimo, che la verità del loro lavoro venga portata fuori e resa scintillante. Condividiamo la passione per l’immaginario decostruttivista, ci piace la dissonanza più che l’assonanza. Il privilegio è fare i film che vogliamo fare, a parte Melissa P, ho sempre avuto il controllo sul montaggio dei miei film.»


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