Giornata della memoria Mettiamo via i pallottolieri

Per una volta ricordiamo e onoriamo le vittime e smettiamola con la politica contemporanea

Giornata della memoriaIl 27 gennaio è la Giornata della memoria . Dovrebbe essere una giornata dedicata a tutte le vittime del nazismo, a tutte quelle persone eliminate semplicemente perché di religione ebraica. Eppure non si riesce a essere uniti neanche di fronte a un orrore come l’olocausto.

In questo momento storico, in Italia, i sentimenti nostalgici per il fascismo e quelli razzisti sono sempre più forti, mentre la memoria storica, rappresentata dai reduci e dai movimenti nati dalla lotta contro il nazifascismo stanno sempre più scomparendo.

I nostalgici nazi-fascisti, che non sanno chiaramente di cosa parlano, tirano fuori il pallottoliere e invocano una giornata anche per gli eccidi delle Foibe. Loro sono irrecuperabili, quindi inutile dialogarci, infuriarsi o peggio. Non vuol dire che i morti delle Foibe siamo di serie B o da “dimenticare” ma è una discussione che non ha senso, in quanto venata di motivazioni politiche che poco dovrebbero avere a che fare con giornate simili.

Un altro tipo di conteggio e di ragionamento è fatto invece da un altro tipo di persone, quelle pro Palestina. Siamo tutti a conoscenza della difficile convivenza tra lo stato di Israele e la Palestina, degli attentati terroristici che sono all’ordine del giorno, del numero di morti sempre più alto, della violenza inaudita che ogni giorno scorre per le strade, dell’odio che esiste tra queste due comunità, quella ebraica e quella musulmana.

Siamo anche a conoscenza della ingiusta occupazione, troppo spesso con la forza, del popolo israeliano nei confronti di quello palestinese, così come conosciamo l’enorme potenza di fuoco ed economica degli israeliani, molto bravi ad imitare il dispotismo dei nazisti.

Però per una volta potremmo semplicemente farci una domanda e mettere via i pallottolieri? Che colpa avrebbero le povere persone che durante gli anni 30-40 vennero deportate, umiliate, trascinate via a forza dalle proprie abitazioni, divise dalla propria famiglia, costrette a lavorare ad orari massacranti, a fatiche inumane, a esperimenti mortali, a condizioni di vita neanche definibili bestiali, eliminate nei modi peggiori? Perchè non si meriterebbero il nostro ricordo, il nostro dolore, il nostro cordoglio oggi? In che modo non ricordarle renderebbe giustizia a vittime di un altro conflitto?


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