Chiamami col tuo nome Guadagnino parla già del seguito e spera in una trilogia

Il film è uscito nelle sale il 25 gennaio ed è candidato a 4 premi Oscar tra cui Miglior film

Chiamami col tuo nomeChiamami col tuo nome è da poche ore uscito nelle ore italiane ma il suo regista, Luca Guadagnino, si lascia già andare a indiscrezioni su un ipotetico seguito e perchè no, anche una trilogia. Il film, che sarà candidato ai prossimi premi Oscar per 4 statuette, tra cui Miglior Film, racconta l’amore che sboccia tra tra Elio (Timothée Chalamet) e Oliver (Armie Hammer), in una calda estate del 1983 a Crema e nelle campagne circostanti. Chiamami col tuo nome è la trasposizione letteraria del romanzo omonimo di André Aciman e sceneggiato per il cinema da James Ivory. La grande differenza tra la storia nel libro e quella del film è che su carta la storia è ambientata nel 1987, durante il picco del problema AIDS, e quando venne scoperto il virus HIV.

L’AIDS sarà al centro di un secondo capitolo, come ha anticipato Guadagnino durante un intervista al Los Angeles Film Critics Association Awards. “Credo che sarà una parte molto rilevante della storia“. ma il regista ha parlato anche della sviluppo della trama e dei personaggi. “Credo che Elio diventerà un cinefilo e mi piace immaginarlo in un cinema a vedere il film Once more – Ancora di Paul Vecchiali, un film del 1988 su una donna che si innamora di un uomo dopo che questi lascia la moglie. E’ stato il primo film francese  aparlare di AIDS.” ha poi aggiunto Guadagnino “Quella potrebbe essere la prima scena“.

Chiamami col tuo nomeUna trilogia

L’autore palermitano ha parlato anche di una trilogia, come quella di efore sunrise-Before Sunset-Before midnight di Linklater. “Le ultime 40 pagine del libro parlano dei prossimi 20 anni delle vite di Elio e Oliver. Io l’ho intesa come una volontà dell’autore Aciman di veder continuare questa storia“.  Ha proseguito poi “Nella mia visione, Chiamami… è un primo capitolo di una cronistoria delle vite dei personaggi che abbiamo incontrato e conosciuto. Una storia che proseguirà con gli anni e con le generazioni. Nel prossimo capitolo scopriremo cosa è successo a Elio dopo aver subito un “pugno” emozionale di tale peso“.

E dire che Guadagnino non avrebbe dovuto neanche dirigerlo questo film. Si è ritrovato a dirigere il film dopo che era stato scelto da Ivory e dalla produzione semplicemente come consulente di location. Ivory infine ha deciso di curare solo la sceneggiatura e Guadagnino è subentrato come unico regista.  Forse nessun’altro regista contemporaneo poteva dirigere un’opera destinata e scelta da un autore che in passato ci aveva dato Camera con vista o Casa Howard.


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