Rocco Chinnici Un film raccontato dalla figlia Caterina

L’uomo, il magistrato e l’ennesima vittima di mafia

Rocco Chinnici Il film tv Rocco Chinnici , tratto dal libro di Caterina ChinniciE’ così lieve il tuo bacio sulla fronte ”, che andrà in onda oggi in prima tv e in prima serata, racconta dal punto di vista privilegiato di una figlia, anch’essa divenuta magistrato, il  padre del pool antimafia. E sarà uno straordinario Sergio Castellitto a dare volto e anima al giudice Chinnici, integerrimo uomo di Stato ma anche padre attento e affettuoso – assassinato dalla mafia a Palermo nel luglio del 1983 – in una produzione firmata da Rai Fiction e Casanova Multimedia di Luca Barbareschi con la regia di Michele Soavi.

L’uomo e il magistrato

Rocco Chinnici è stato il primo magistrato ad intuire che la mafia avesse consistenti legami con ambienti imprenditoriali, politico-istituzionali e con associazioni malavitose internazionali. Il primo a pensare che lo scambio di informazioni tra magistrati sulle indagini di delitti di mafia, che ognuno di loro come da regola seguiva in solitudine, fosse fondamentale per scoprire relazioni tra malavitosi, imprenditori e politici che comparivano sulle diverse piste di investigazione.

Il film

Il film narra la vita professionale di Rocco Chinnici , ma anche il romanzo di formazione di Caterina Chinnici, giovane donna del sud che negli anni ’70, anni in cui la mafia commetteva efferati delitti come quello di Piersanti Mattarella, Cesare Terranova, Gaetano Costa, Pio La Torre, Carlo Alberto Dalla Chiesa, decide di diventare magistrato come suo padre. Il racconto di un rapporto esclusivo tra un padre e una figlia che insieme conducono una doppia battaglia quotidiana, quella professionale in nome della legalità e della giustizia, e un’altra, non meno complessa, sul versante privato, dove entrambi cercano di mantenere la normalità di una famiglia la cui vita di fatto è stravolta e limitata da un pericolo incombente.

Rocco Chinnici era un uomo forte, così forte che è stato dilaniato da una bomba messa per mano della mafia in una macchina sotto casa sua – racconta il regista del film Michele SoaviNegli anni ‘80, a Palermo, la parola “ mafia ” era una parola che non si poteva pronunciare, perché “la mafia non esiste!”, si diceva nel “palazzo dei Veleni”. Ho cercato di non raccontare l’ennesimo film sulla mafia dalle tinte forti, ma di concentrarmi sulla storia di una famiglia che si ama. Contraddizioni, piccoli conflitti, ma soprattutto la normalità della famiglia Chinnici, su cui incombe la guerra dichiarata allo Stato dalla criminalità organizzata “.


Le foto presenti su Stravizzi.com sono state in larga parte prese da Internet, e quindi valutate di pubblico dominio. Se i soggetti o gli autori avessero qualcosa in contrario alla pubblicazione, non avranno che da segnalarlo alla nostra redazione italiana - indirizzo e-mail redazione@stravizzi.it, che provvederà prontamente alla loro rimozione .