Morto Paul Bocuse il cuoco del secolo

Anche il presidente Macron lo ricorda

Paul BocuseA neppure un mese dalla morte del fondatore della nuova cucina italiana , Gualtiero Marchesi, un altro genio dei fornelli scompare. « Paul Bocuse , l’imperatore della cucina francese è morto », così le Figaro nell’annunciare, dopo un tweet del ministro dell’Interno francese Gérard Collomb, la scomparsa, a 91 anni, del padre della gastronomia francese e di quella Nouvelle cuisine del quale è stato tra i principali artefici, nonché tra gli estensori, nel 1970, del manifesto. Nominato cuoco del secolo Bocuse è morto nella sua famosa locanda di Collonges-au-Mont-d’Or, vicino a Lione, da anni soffriva di  Parkinson.

Monsieur Paul

Monsieur Paul , come tutti lo chiamavano, è stato tripla stella Michelin per oltre un cinquantennio lasciando il segno nell’alta gastronomia francese (e mondiale), per capirne l’importanza basti pensare che uno dei più alti riconoscimenti per uno chef gli è stato intitolato. il ” Bocuse d’or “.

Gérard Collomb, che prima d’essere ministro degli Interni è stato sindaco di Lione, ha scritto: “Monsieur Paul, era la Francia. Semplicità e generosità, eccellenza e arte di vivere. Il papa dei gastronomi ci lascia. Che i nostri leader, a Lione, come in tutti gli angoli del mondo, coltivino a lungo i frutti della sua passione“.

Star tra le stelle dei fornelli, costruttore di un impero stimato in oltre 50 milioni di euro, Paul Bocuse è stato salutato dallo stesso presidente della Repubblica, Emmanuel Macron: “Il suo nome da solo riassume la gastronomia francese nella sua generosità, nel rispetto della tradizione ma anche nella sua inventiva“, ha detto in una nota.

La formazione con Eugénie Brazier

Nato l’11 febbraio 1926 in una famiglia di cuochi a Collonges-au-Mont-d’Or, Bocuse ha dedicato la sua vita alla gastronomia. Apprendista a 16 anni a Lione, continuò dopo la guerra la sua formazione con Eugénie Brazier, la prima donna ad avere avuto le tre stelle nel 1933. Con Fernand Point, a Vienna (Isère), nei primi anni ’50, completò la sua formazione, lo chef divenne per lui “maestro del pensiero“.

Bocuse ottenne la sua prima stella Michelin nel 1958, nel ’60 ebbe la seconda in quella locanda di famiglia che diventerà il tempio della gastronomia francese. E infatti, nel 1965 giungerà anche la terza stella, conservata ininterrottamente sino ad oggi.

Buongustai da ogni parte del mondo sono giunti in questi decenni a Lione per assaggiare il suo “pollo a lutto“, le “code di gambero gratinate“, o la “zuppa VGE“, un consommé di tartufo sormontato da una cupola di pasta sfoglia, creata nel 1975 in occasione della consegna della Legion d’onore all’Eliseo. Piatti ormai diventati classici. Come riporta Le Monde:«”Monsieur Paul” si definiva “un seguace della cucina tradizionale”, che “ama il burro, la crema, il vino” e non i “piselli”. “Sì, certo, la mia cucina è antiquata”, ha ammesso il bon vivant che ha banchettato su “piatti semplici” come lo stufato o il bourguignon di manzo».

Eletto “cuoco del secolo” nel 1989 dalla guida Gault Millau, poi incoronato “chef du siècle” nel 2011 dal prestigioso Culinary Institute of America (CIA), Bocuse ha aperto nuovi orizzonti alla gastronomia francese, trasformando il suo nome in un marchio per serie di locali in mezzo mondo, brasserie e per quell‘Institut Paul Bocuse , un ristorante con annessa scuola di cucina.


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