L’allarme di Papa Francesco giunge all’apertura di Senzatomica

Una mostra a Torino su un tema che fa paura

Papa Francesco Sì, ho davvero paura. Siamo al limite. Basta un incidente per innescare la guerra. Di questo passo la situazione rischia di precipitare. Quindi bisogna distruggere le armi, adoperarci per il disarmo nucleare”. Lo ha detto Papa Francesco , sul volo da Roma verso Santiago del Cile. Poco prima aveva fatto distribuire ai cronisti al seguito una foto scattata a Nagasaki dopo l’esplosione atomica dell’agosto del 45.

«Questa l’ho trovata per caso – ha poi spiegato Papa Francesco -. È un bambino con il suo fratellino sulle spalle che aspetta il suo turno davanti al crematorio a Nagasaki dopo la bomba. Mi ha commosso quando l’ho vista. Ho pensato, ho osato scrivere solo ‘Il frutto della guerra’ e poi di farla stampare e condividerla perché un’immagine del genere commuove più di mille parole. E l’ho voluta condividere con voi». La notizia ha fatto in poco tempo il giro del mondo, rilanciata dalle testate giornalistiche, dai social, dalle televisioni.

L’immagine di un Papa come quella di un parroco d’altri tempi, quando i parroci portavano la tonaca, che distribuisce santini. E sembra proprio un santo, un santo bambino col un carico indicibile di dolore, quel piccolo giapponese di 73 anni fa. Sulle sue spalle di bambino un carico enorme, più grande di lui, più grande di chiunque, il carico di morte e d’ingiustizia della guerra, il mostro che ammazza i bambini e costringe i sopravvissuti a diventare adulti presto.

Oggi dovremmo ringraziare tutti Papa Francesco per quel ” santino ” che ha voluto distribuire ai cronisti del seguito, lo dovremmo ringraziare per averci riportato alla memoria l’essenza vera della guerra e della distruzione atomica. Oggi che due adulti dissennati, peggio dei bambini ricchi più viziati, giocano a confrontarsi sulle dimensioni del loro bottone nucleare. E noi guardiamo, increduli ci chiediamo come si possa arrivare anche solo a paventare un conflitto nucleare, noi che questa paura credevamo appartenere al passato ( BREVE STORIA DELL’INCUBO NUCLEARE- http://www.stravizzi.it/2017/09/05/incubo-nucleare-la-sua-breve-storia/ )

E arriva per caso, all’indomani delle affermazioni di Papa Francesco , la mostra al Mastio della Cittadella di TorinoSenzatomica  –  Trasformare lo spirito umano  per un mondo libero da armi nucleari ”. L’iniziativa è ideata e promossa dall’Istituto Buddista Italiano Soka Gakkai con il sostegno del Consiglio regionale del Piemonte – Comitato Diritti Umani, il patrocinio della Città di Torino e dell’Università degli Studi di Torino.

Si tratta di un progetto di respiro internazionale che mira a sensibilizzare in vario modo sul tema del disarmo nucleare e che dal 2011 a oggi, ha raccolto in varie città italiane, un totale di 330.000 visitatori e più di un milione di persone coinvolte.

Accanto alla mostra, una campagna che punta a creare una nuova consapevolezza, come quella espressa da Papa Francesco , sulla minaccia atomica per ogni forma di vita sul pianeta. Non a caso, Senzatomica è tra i principali partner italiani di ICAN (International Campaign to Abolish Nuclear weapons), la coalizione di organizzazioni non governative di 101 paesi insignita con il premio Nobel per la Pace 2017 per l’incessante impegno nel promuovere la messa al bando delle armi nucleari, culminato nello storico trattato siglato nel luglio 2017 all’ONU dopo diversi negoziati.

L’edizione torinese della mostra, grazie al contributo del Museo Storico Nazionale di Artiglieria, ospita tra l’altro un reperto della nostra storia recente: un Lance, missile nucleare tattico di circa sei metri in dotazione alla Nato nel periodo finale della guerra fredda e poi dismesso con la caduta del Muro di Berlino.

Senzatomica sarà aperta al pubblico dal 17 gennaio al 27 febbraio con i seguenti orari: lun-ven h 9:00- 15:00 e  h 18:30- 21:30  \ sabato e domenica h 10:00 – 21:00


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