La Carmen di Silvia Priori è un’eroina contemporanea e un’icona di femminismo

Teatro, canto lirico e flamenco vanno in scena a Varese per una rilettura del celebre personaggio

Carmen L’attrice, drammaturga, e direttrice artistica di Teatro Blu ha voluto mescolare forme artistiche diverse dando vita a una rilettura, in chiave teatrale, dell’opera di Georges Bizet. La prossima tappa della tournèe sarà il 14 gennaio al Teatro Apollonio/OpenJobMetis di Varese, alle 16.30, all’interno della rassegna “ Pomeriggi teatrali ”. La “ Narrazione in opera gitana ” nasce da uno studio su “ Carmen ” di Prosper Mérimée e ne è divenuto il testo realizzato dalla Priori, prodotto da Teatro Blu e diretto da Kuniaki Ida.

Con la ballerina di flamenco, Maria Rosaria Mottola, e la mezzosoprano, Caterina Piva, lo spettacolo racconta la storia di un amore gitano e drammatico che agita passioni impetuose e violente dirette verso un inevitabile e tragica conclusione.  L’allestimento ha raccolto ampi consensi in patria e nelle piazze europee che ha toccato dalla Svizzera alla Germania, passando per Francia, Austria e Slovenia.

Carmen è un personaggio rivoluzionario?

Silvia Priori « Sì, è fuori da ogni schema sociale e inneggia alla libertà fino alla morte. Il suo amore nasce in un mondo fatto di zingari e soldati. Sono gli opposti che si attraggono. Josè è un ufficiale dell’esercito di buona famiglia, incontra Carmen che viene da un mondo tinte forti, grandi passioni e slanci vitali che vengono dalle viscere. Scocca una grande scintilla che li travolge in un amore turbolento forte, sanguigno e carnale con un epilogo di grande drammaticità».

È una vicenda purtroppo molto attuale perché si conclude con un femminicidio. Cos’ha da dire Carmen oggi?

Silvia Priori «È portatrice di un grandissimo messaggio di libertà, parità di diritti, dialogo equo. Lei non sottostà a giudizi, regole o schemi, ma segue il suo sentire intimo e la sua leggenda personale. Da veggente qual è conosce il proprio destino e pur sapendo che la sua relazione sarebbe finita male, si lascia andare alla passione. Carmen rappresenta una delle tante vittime della violenza maschile. Josè non accetta la dichiarazione di non amore e come molti uomini preferisce sopprimere l’antagonista/donna pur di non accettare questa decisione. Purtroppo in Italia, ancora oggi, muore una donna ogni 3 giorni. È un’atrocità che va fermata. Una donna deve poter dire al proprio uomo, amate o marito “ non ti amo più ” e prendere un’altra direzione con estrema libertà»

Carmen Nei giorni scorsi è stata molto criticata l’opera di Bizet, con un finale a ruoli ribaltati, portata in scena a Firenze e diretta dal regista Leo Muscato. È un’operazione di promozione o di funzione sociale del teatro?

Silvia Priori «Il teatro ha una grandissima valenza sociale è: dire, comunicare, far riflettere ma anche provocare il pubblico stesso su certe tematiche. Una donna che muore pugnalata dal proprio uomo è un atto fortissimo che lascia sgomento. L’operazione di Firenze, mi viene da pensare, sia forse più improntata di marketing. Non credo andrebbe tradito Bizet in questa maniera. Lo scambio di ruoli stona. Sarebbe più sensato scriverne una, invece, di stravolgere un culto, una delle opere liriche più ampiamente diffuse e rappresentate. Per questo credo non sia stato fatto per denuncia, ma per far parlare di sé. E così è stato

Nella “sua” Carmen perché ha accomunato tre forme artistiche? Non ne bastava una?

Silvia Priori «Ridurre l’opera a un monologo sarebbe stato riduttivo, ne avrebbe tolto la bellezza. Trovare più componenti che potessero ricrearne la grandiosità, anche in termini semplici, era un modo per creare un ponte il più autentico possibile. Carmen insieme a Butterfly e Traviata compone la trilogia di “Teatro Opera” che Teatro Blu ha voluto creare, mescolando canto, recitazione, musica  e danza e creando un genere completamente innovativo. L’obiettivo è quello d’avvicinare il pubblico alla grandiosità di un patrimonio italiano qual è l’opera lirica».