Il Torino dice addio a Mihajlovic

Si dissolve il carattere granata

MihajlovicIl Torino Football Club comunica di aver esonerato Sinisa Mihajlovic dall’incarico di allenatore della Prima Squadra. A Sinisa ed al suo staff vanno i ringraziamenti per l’impegno e per la passione dimostrati in questi 18 mesi in granata”. Questo il sintetico comunicato del Torino Football Club di mezzogiorno di questo giovedì.

Perché ne voglio parlare?

Perché il Torino non è solo una squadra di calcio ma è qualcosa di più per chi ama e segue da una vita questo sport. Anni fa, ho fatto una trasmissione televisiva, per un paio d’anni, insieme a Claudio Sala. Veniva soprannominato il Poeta perché sulla fascia destra faceva sognare tutti e faceva cose straordinarie anche per i suoi compagni. Lui insieme a Pulici e Graziani formavano un trio perfetto per un Torino bellissimo e spettacolare. Stiamo parlando degli anni ’70.

Claudio Sala mi diceva sempre che essere un giocatore del Torino è qualcosa di speciale che ti riempie di orgoglio ogni volta che vai in campo.

Io non so quali siano stati i motivi dell’esonero di Mihajlovic ; sicuramente il Presidente Cairo chiedeva altri obiettivi, altri risultati ma io credo che forse, prima di tutto, sia mancato lo spirito giusto, lo spirito che identifica chi gioca nel Torino..

La maglia granata ha avuto una storia unica, fatta di gioie ma soprattutto di grandi sofferenze, ma sempre con una chiara identità: la forza ed il carattere.

Se chiedessimo a chiunque che segue un po’ il calcio, quali sono le espressioni che ti vengono in mente quando parli del Torino, tantissimi risponderebbero “il grande cuore granata”; ecco, forse, questo cuore, questo “non mollare mai” non è stato l’elemento fondamentale di questo Torino.  Forse, è mancato proprio lo spirito giusto, la rabbia agonistica da Toro, la voglia di non arrendersi mai.

A Mihajlovic è stata fatale anche stavolta la sconfitta contro la Juventus, proprio come accadde ai tempi del Milan; in realtà, però, l’eliminazione in Coppa Italia sarebbe stata soltanto la goccia che ha fatto traboccare un vaso già colmo di risultati a singhiozzo e di un gioco non proprio da grandi applausi. Per il tecnico serbo, 23 vittorie, 24 pareggi, 17 sconfitte e quarto esonero in carriera dopo Bologna, Fiorentina, Milan. In tutte queste squadre, la solita storia; Mihajlovich arriva molto carico e poi si sgonfia dopo pochi mesi.

Un esonero forse tardivo questo?  

Le due sconfitte di circa tre mesi contro Roma e Fiorentina sono state sicuramente importanti per una storia tra il tecnico ed il Torino con il destino segnato fin da allora.

Mettiamoci adesso la sconfitta con la Juventus e l’addio alla speranza della Coppa Italia e mettiamoci pure le ambizioni di un Presidente che si aspettava ad inizio anno un gioco diverso e dei risultati diversi e alla fine ecco, inevitabile, l’esonero di Mihajlovic con l’arrivo ora sulla panca del Torino di Walter Mazzarri (tre anni, per 1,5 milioni di euro a stagione).

Al tifoso granata rimane così solo la speranza di un Torino diverso e quel Forza Cuore Granata da tenere sempre e comunque dentro di sé.


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