Occhio alla password Ecco le più piratate del 2017

Tutti dicono “I love you”, un film? No una password

passwordFino a quando non impareremo che le password sono una cosa seria, il grande oceano di Internet sarà per noi infestato da pirati e criminali. Ce lo ricorda il fornitore di servizi di sicurezza americano Splashdata, che nei giorni scorsi ha pubblicato l’elenco delle cento password più piratate del Web. Un’antologia della scontatezza, che è un po’ come lasciare la Ferrari con le chiavi nel cruscotto alle tre del mattino nel mezzo di una periferia malfamata. Se la ritrovi è pura fortuna.

«123456» (la serie può però arrivare siano a 8 o 9),«iloveyou»,« password » le parole-chiave che Splashdata ci indica come le più compromesse, dove se ci si stupisce della banalità della scelta, basta dare un’occhiata alle notizie del 2017 per rendersi conto che la scelta oculata dei nostri codici di sicurezza su Internet non è una mania da smanettoni. L’attacco informatico globale nello scorso maggio, la fuga di dati personali di 57 milioni di utenti di Uber a novembre, nei giorni scorsi l’attacco ad una piattaforma sud-coreana che ha portato temporaneamente al crollo del Bitcoin.

Proseguiamo nella classifica

Tornando alla classifica di Splashdata, tra i termini inarrestabili, notiamo: “football” al 9 ° posto, “admin” (11 °), “login” (14°), “starwars” (16°), “hallo” (21°). Senza dimenticare i nomi eterni di fidanzati, amici, fratelli, sorelle, zie e zii: Robert, Jordan, Matthew, Daniel, Andrew, ecc. Solo un piccolo sforzo di creatività – ma si può fare decisamente meglio – per quegli utenti Internet che hanno scelto come password parolacce o riferimenti sessuali (in inglese, ma le traduzioni in lingua italiana vanno considerate egualmente insicure): “asshole” (34°), “cheese” (44°), “fuckyou“(52°), “banana“(61°), “pussy“(83°).

Ammettiamolo, tutti prima o poi, abbiamo usato il nome o la data di nascita di parenti, animali domestici o personaggi famosi, ma con l’ampliarsi dei servizi online in ogni aspetto della vita (dalla banca ai rapporti con le pubbliche amministrazioni), la scelta di una buona password equivale a mettere una buona e robusta porta alla nostra casa. Le regole dettate dagli esperti sono semplici: scegliere una password che contenga almeno 12 caratteri di 4 tipi diversi (minuscolo, maiuscolo, numeri e caratteri speciali), che non dica nulla sulla privacy (passioni, famiglia, ecc.) e che sia diversa in base ai siti (social network, banca, messaggistica).

Anche per ricordare password complesse esistono dei buoni trucchi, ad esempio partire da una frase, una frase banale (che è più facile da ricordare di insiemi di numeri e lettere senza senso) e prendere le iniziali. Un esempio: “Zio Roberto Mangia 4 Pizze Margherita E Poi Prende 2 Compresse Per Digerire“, la password relativa sarà ZRM4PMEPP2CPD (ma ricordatevi di aggiungere i caratteri speciali di usare maiuscole e minuscole).

E ora siete avvisati.