2017 Ma cosa è successo !

È giusto che si guardi anche indietro aspettando il 2018

2017Ci siamo svegliati il primo di gennaio, sperando in meglio, anche se quella cifra finale, quel 17 , pur negando ogni superstizione, non poteva piacerci poi tanto. Di fatto ci ritroviamo a salutare l’anno 2017 che se ne va con la consapevolezza che il meglio non c’è stato, e neppure il bene, ma che semmai il carico di timori, di ansie, di sfiducia si sia in questi dodici mesi incrementato.

Possiamo dire che all’alba del 2018 il mondo sia un posto migliore di un anno fa?

Domanda retorica

L’anno 2017 si apre con la cerimonia d’insediamento di Donald Trump alla Casa Bianca. Numerosi personaggi della musica declinano l’invito ed è solo l’inizio di un fortissimo dissenso contro il “superbullo” a cui, nemmeno un mese dopo, diversi tra i principali psichiatri americani arrivano a diagnosticare seri disturbi della personalità (uno sconsiderato con un comportamento narcisistico, un pericolo per il mondo). Ma più forti e accese sono le critiche che gli piovono addosso, anche dalla sua parte, più Trump reagisce attaccando. E il suo obiettivo – tanto per distogliere l’opinione pubblica dai suoi guai (vedi Russia gate) – è il mondo.

 Così dopo aver mandato all’aria gli accordi di Parigi sui cambiamenti climatici, compromesso i rapporti con l’Iran (col quale si era raggiunto un faticoso accordo sulle armi atomiche), battibeccato di continuo col dittatore nordcoreano Kim Jong-un e sollevato l’ira di arabi e palestinesi sostenendo Gerusalemme come capitale di Israele, è arrivato anche a minacciare i 128 paesi che all’Onu gli hanno votato contro (tra cui l’Italia). Me ne “ricorderò” ha detto la mina vagante Trump, vero simbolo di tutte le inquietudini di questo 2017 .

E poi l’Isis

Certo, a fargli da contrappunto c’è sempre l’Isis, anche se questo 2017 ha costretto l’autoproclamato Stato islamico ad una ridimensionata decisa, se non altro a livello territoriale. Con la caduta della capitale Raqqua, a ottobre scorso, ad opera delle forze della coalizione guidata dalla Russia, del Califfato restano le briciole, ed un’armata di jihadisti sparsi nel mondo pronti a colpire con le vili armi di un terrorismo low cost che anche in questo 2017 ha insanguinato del strade dell’Europa (e non solo): da Londra, a Manchester, a Barcellona.

Eppure, nonostante la situazione politica globale non lasci troppi margini all’ottimismo (e per brevità abbiamo tralasciato volutamente la situazione europea e l’Africa), la questione che più d’ogni altra dovrebbe occupare i nostri pensieri, è quella ambientale. Anche nel 2017 dal punto di vista climatico, gli scienziati segnalano una serie di disastrosi record.

La Noaa e il Cnr

La Noaa, l’agenzia meteorologica USA annuncia che l’anno che sta per lasciarci è stato, il terzo più caldo dal 1880 (dopo il 2013 e il 2015) e mentre i ghiacciai si fondono e ai Poli i ghiacci giungono ai minimi, gli eventi meteo si estremizzano, abbiamo ancora nella memoria i Caraibi e gli USA devastati dagli uragani più devastanti degli ultimi decenni, mentre in Europa e in Italia imperversava la siccità. Il Cnr ha classificato il 2017 come l’anno più secco dal 1800 con piogge inferiori di oltre il 30% alla media e le riserve idriche più che dimezzate.

Non vado oltre, ho dipinto un quadro deprimente e questo non è proprio elegante a poche ore dall’arrivo del nuovo anno. Ma per essere ottimisti occorre avere piena consapevolezza delle criticità, altrimenti è dissennatezza e non possiamo più permettercela. Tra qualche mese, il 4 marzo, andremo a votare per il rinnovo del Parlamento, i temi ambientali (così fortemente connessi a povertà, catastrofi, migrazioni di massa) dovrebbero essere centrali in ogni programma elettorale che si rispetti.

Qualcuno ne terrà seriamente conto?


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