Babbo Natale ci scrive

Cari amici vi scrivo…

Natale Miei Cari,

allontanate lo stupore, non statevi a chiedere come mai qualcuno che non esiste si prenda la briga di scrivervi. Vi rivelo una cosa: io esisto. Per il semplice motivo che da decenni evocate la mia presenza nella notte di Natale , io esisto.

Io esisto cari signori e care signore, l’ubriacone obeso dalle guance infuocate e la risata tonante – non sapete che fatica quella risata tenorile – esiste, e si appresta a tornare tra di voi. Per servirvi anche in questo Natale . E come servo della vostra immaginazione mi adeguo, e non mi oppongo. E’ la mia vita. Mi avete inventato ed io vi devo tutto, la gratitudine prima d’ogni cosa e non sia detto che non ve ne renda merito, ma… Ma come voi stessi mi insegnate, c’è sempre un “ma” col quale fare i conti in questa esistenza.

Intanto mi avete costretto a indossare un osceno costume rosso, che su una silhouette come la mia, e per giunta alla mia età, non è proprio il massimo dell’eleganza. Ed io non mi sono mai opposto. Ho perfino accettato il diktat dello sponsor, abbuffandomi di bollicine dolciastre, dove come ogni bambino  sa bene, preferisco di gran lunga il vino rosso.

Mi avete obbligato a farmi trainare da una slitta di renne magiche che ve le raccomando, non ce n’è una che si sincronizzi con l’altra, così è tutto un saliscendi che in confronto la Parigi Dakar è una passeggiata di salute. Ed io non mi sono mai opposto.

Me e questi poveri cristi di elfi, ci avete relegato per 363 giorni l’anno in una landa fredda e desolata che non so perché non chiamiate carcere. E non mi sono mai opposto, coltivando l’attesa di quella sola notte di evasione che mi concedete. Ma dovendo fare il giro del mondo tutto in quella notte (sempre con quelle lì, ma lasciamo perdere le renne), non me lo godo per un solo istante questo viaggio meraviglioso. E neanche a dirlo: io non mi sono mai opposto.

In compenso avete denigrato la mia dignità, usandomi, in tutto questo tempo, come arma di ricatto verso i vostri bambini. Ed anche qui non mi sono opposto, non ho detto nulla ed ho fatto il mio lavoro, che è solo grazie a questo che io esisto. Credo che sia orribile ciò che fate, i bambini cattivi non esistono, ma esistono genitori pessimi ed io ne ho visti a milioni in questi anni.

Per inciso. Cari bambini, lo dico solo a voi, mi spiace, ma al ricatto del ” fai il bravo altrimenti…” io non posso opporre nulla, e nulla potrò fintato che al potere sarà l’immaginazione di quegli adulti che non sono mai stati piccoli. E dunque visto che crescerete, fate in modo di non dimenticare ciò che siete adesso.

Natale Abito al Polo Nord

Conservo, quassù al Polo Nord, lettere di un triliardo di bambini. Sono scritte in ogni lingua e datate in ogni tempo; elenchi zeppi di sogni e desideri.  Liste infarcite di razzi per andare sulla luna e trenini, dinosauri, bambole parlanti e camion dei pompieri. Ieri come oggi, in tanti vi avete aggiunto il desiderio che io non posso realizzare: il ritorno di un padre, e, sempre, la voglia di un po’ di felicità familiare. E ogni volta, davanti alla vostra tristezza, il mio vecchio cuore perde un pezzetto. Ma è davanti alle lettere non scritte che questo cuore va in frantumi, le lettere dei desideri inespressi di poveri bambini Gesù che non chiedono nulla, perché sanno che nulla otterrebbero.

Ma poi il Natale passa, la stella si poserà sulla capanna e il mio viaggio lungo una notte sfocerà nell’alba. Voi spacchetterete i vostri doni mentre le renne – stupidi animali – andranno in stalla a rimpinzarsi di biada ed io potrò finalmente togliermi gli stivali. E’ così che l’immaginario di questo vecchio ubriacone obeso sfumerà sino a dissolversi. E io smetterò di esistere, per riemergere, più rosso che mai, esattamente dopo un anno.

Non vi ritroverò migliori, e non mi opporrò a quel che siete, anche se ogni volta un po’ ci spero di ritornare su una terra di pace e di giustizia. D’altronde, chi più di me può credere al miracolo di Natale .

Siate felici intanto

Vostro Babbo Natale


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