Guernica Un’icona di pace nel Senato italiano

La mostra del cartone del capolavoro di Picasso prosegue fino al 5 gennaio

Guernica Il cartone di Guernica , realizzato da Pablo Picasso 18 anni dopo aver dipinto il suo più grande capolavoro, è esposto fino al 5 gennaio al Senato, nella Sala Zuccari di Palazzo Giustiniani. Dalla realizzazione di Guernica , invece, di anni ne sono trascorsi 80.

Era il 20 aprile del 1937, quando l’aviazione nazista rase al suolo, bombardandola, la cittadina basca di Guernica . Picasso, chiamato in quel periodo a realizzare un’opera per rappresentare la Spagna all’Esposizione Universale di Parigi dello stesso anno, non ebbe dubbi, avrebbe denunciato con un dipinto colossale (metri 3,5 x 8) quella insensata strage di donne, uomini, bambini. Lo realizzò in 33 giorni, 33 giorni di lavoro folle documentato fotograficamente dalla sua amante Dora Maar.

Sarà la più grande opera di Picasso, uno dei capolavori di tutti i tempi. Un testamento surrealista contro l’orrore in nero, bianco e grigio, con un Minotauro, il cavallo morente (la figura centrale) e le figure umane colte nell’angoscia e nel terrore. Guernica rimane nella storia come una delle opere più toccanti e potenti contro la guerra. Esposto a lungo al MoMa di New York, dopo la caduta della dittatura di Francisco Franco, il dipinto – per volontà dell’artista – tornò in patria. Oggi è l’opera simbolo del Museo Reina Sofia di Madrid.

Una storia densa di significati è anche quella tramandata dal cartone esposto a Roma, da cui è nato l’arazzo collocato all’ingresso della sala del Consiglio di Sicurezza dell’ONU.

Il magnate Nelson Rockefeller

Tutto comincia da una ricerca della storica dell’arte Serena Baccaglini che scopre una eccezionale collaborazione tra Pablo Picasso, Nelson Rockefeller, uno dei più grandi mecenati del Novecento, e l’artista Jacqueline de la Baume Dürrbach. Sarà lei che ricreerà, tessendolo, il dipinto di Guernica mediante l’antica arte dell’arazzo.

A chiederne la realizzazione a Picasso, fu l’amico Nelson A. Rockefeller, esponente della omonima famiglia di petrolieri, governatore dello Stato di New York dal 1959 al 1973 e vicepresidente degli Stati Uniti nel 1974 con l’amministrazione Ford.

Oggi, l’archivio Rockefeller di New York contiene memoria dell’accordo tra i tre protagonisti, durato diciotto anni, dal 1955 al 1973, anno della morte di Picasso, e che favorì la nascita di una collezione unica in cui ventisei opere dell’artista spagnolo vennero trasformati in arazzi “per poter portare la bellezza alla gente“, come disse Rockefeller per descrivere il progetto.

Sei anni dopo la morte del mecenate, nel 1985, la moglie Happy, decise di consegnare l’arazzo di Guernica alle Nazioni Unite perché il forte messaggio iconico evocativo sull’orrore della guerra potesse essere continuo e costante.

Il cartone è restato di proprietà della famiglia Dürrbach e dopo l’esposizione in diverse città europee è ospitato per la prima volta in Italia, in occasione delle celebrazioni per i Settanta anni della Costituzione italiana. Al di là dell’eccezionale valore artistico dell’opera, l’opera è ospitata in Senato per ” l’indubbio tributo universale che il dipinto offre alla democrazia, alla libertà e alla pace, valori fondanti della Carta Costituzionale “.

Dopo Roma il cartone di Guernica sarà ospitato dal 12 gennaio al 28 febbraio 2018 a Pieve di Cento (Bologna), nel museo MAGI ‘900, museo delle eccellenze storiche ed artistiche, che è anche il mecenate dell’intera esposizione dell’opera in Italia. L’esposizione ” Guernica, icona di pace ” è a cura di Serena Baccaglini, coordinatrice del Comitato scientifico.

 

Palazzo Giustiniani – Sala Zuccari

18 dicembre 2017 – 5 gennaio 2018

orario: ore 10 – 18

aperta al pubblico nei giorni dal 18 al 22 dicembre, il 28 e 29 dicembre 2017

dal 2 al 5 gennaio 2018

INGRESSO LIBERO

Museo Magi ‘900

museo delle eccellenze artistiche e storiche

13 gennaio – 28 febbraio 2018