Il Milan che non c’è più

E il mister Gattuso è più rosso e nero delle maglie della società

Milan Non so che Natale passerete voi ma so che il Milan calcio questo Natale lo potrebbero passare a Milanello, in ritiro e con nessuna voglia di festeggiare.

Il Milan è in ritiro da Martedì, fino a data da destinarsi. La decisione è stata presa dalla società e dall’allenatore Rino Gattuso, all’indomani della secca batosta contro l’ Hellas Verona.

E sabato, a San Siro, il Milan affronterà lo scontro diretto con l’Atalanta dei miracoli

Addirittura, si era parlato anche di voci, rilanciate dai social ma smentite dal club, che Gattuso, amareggiato per l’atteggiamento rilassato dei propri giocatori dopo Verona, avrebbe dato  le dimissioni. Tutto falso, Rino o Ringhio , continuerà ad essere il mister del Milan e tutti in ritiro avranno il tempo di meditare su quali siano le soluzioni possibili per ritornare protagonisti.

Non sarà facile, questo sì, la mancanza di autostima dei giocatori e la delusione dei tifosi sono evidenti e fare gruppo e stare tutto il giorno insieme a volte non basta. Tra l’altro, sono anni che il Milan non fa un ritiro punitivo (aprile 2016) e così come sono anni che non veniva annullata la classica cena di Natale come invece è stato fatto, pochi giorni fa, in casa Milan. E non dimentichiamoci, tra le cose tristi, anche del no dell’ Uefa alla richiesta di accedere al voluntary agreement.

Perché si è arrivati a questo?  Eppure ben altre erano le aspettative di inizio stagione

Certamente, il fatto che il Milan abbia speso più di 200 milioni nella campagna acquisti estiva e che ci sia una nuova proprietà ben disponibile dopo Berlusconi, erano premesse importanti; tutti gli addetti ai lavori non si aspettavano poi un Milan che dopo 17 giornate si trovasse all’ottavo posto in classifica con 24 punti in campionato, 7 sconfitte e un cambio di allenatore già effettuato (Gattuso per Montella).

Ci sono anche state le arrabbiature con Donnarumma e con Raiola, la delusione Bonucci da leader carismatico a giocatore spesso insufficiente ed un attacco stellare che delude e non segna.

Secondo mister Gattuso: “ Il problema è che il Milan di  oggi quando va in svantaggio non riesce a reagire e non riesce a recuperare e occorre che impari a  giocare da squadra. Deve faticare e lavorare di più per crescere ”.

Il lavoro, alla fine, pagherà?  Il carisma di Gattuso, uomo Milan da una vita, sarà sufficiente?

Ma secondo voi, cosa vuol dire giocare più da squadra?  Per me significa che, ora come ora, il Milan dopo quattro mesi non ha ancora trovato una propria identità. I giocatori sono di buona qualità non eccelsa e forse occorreva partire dal buono lasciato l’anno scorso e senza fare una vera e propria rivoluzione ma solo con tre acquisti di valore assoluto si poteva lavorare e costruire un progetto di squadra per potersi giocare le prime posizioni in classifica.  Cosa è servito spendere tanti milioni per Kessiè, Rodriguez, Kalinic, Calhanoglu (22 milioni), Andrè Silva (38 milioni); forse i soldi andavano spesi meno e meglio e forse occorreva creare fin da subito anche il giusto feeling con la nuova proprietà.