Borsalino ha appeso il cappello

La leggenda del cappello più famoso al mondo si conclude amaramente

Borsalino Una leggenda italiana che ha conquistato il mondo è scomparsa. Il fallimento della storica fabbrica di cappelli di Alessandria , fondata nel 1857 da Giuseppe Borsalino , ha inferto un colpo ad un simbolo del Made in Italy e soprattutto ad un pezzo d’immaginario, legato al cinema e al racconto tutto italiano. Una storia nata dalle capacità di un artigiano, che si diffonde nel mondo come simbolo di eleganza, mascolinità ma anche del luogo comune legato ai gangster italo-americani, attenti al loro affettato look quanto spietati. Non è mai capitato, nella storia del cinema che un accessorio d’abbigliamento e di un ben determinato marchio, ricevesse non uno ma ben due film, ma a Borsalino è capitato e quei film sono diventati di culto.

Parliamo di Borsalino – 1970 – e di Borsalino & Co. – 1974 -, con protagonisti Jean Paul Belmondo e Alain Delon, per la regia di Jaques Deray. In realtà la storia del cinema è piena di cappelli Borsalino . Per la serie gangster e dintorni come non ricordare De Niro ne Gli intoccabili, Johnny Depp ne Il nemico pubblico, ma anche Edward G. Robinson nel capolavoro di Mervyn Leroy Piccolo Cesare. Borsalino anche sul capo di insospettabili come Roberto Benigni ne La vita è bella. Perché in un’Italia ormai scomparsa, quella che va dai primi del ‘900 ai primi anni ’50, il cappello è qualcosa di più di un semplice accessorio.

Uno status symbol

E’ la definizione di uno status, di una condizione che non era solo legata al livello economico del ” portatore di cappello “, anzi, storia vuole che quegli incavi sulla cupola del Borsalino che ne hanno decretato la fortuna mondiale, sia nata proprio nel mezzo delle sommosse di strada, quando si usciva dai tumulti con il cappello incavato dai colpi subiti. Da qui la geniale intuizione di Borsalino di utilizzare la piega casuale come segno distintivo del suo cappello.

Indossato da celebrità, uomini politici, personaggi famosi in occasioni particolari, il Borsalino ma più in generale il cappello da uomo di taglio classico non ha retto al cambiamento dei costumi. E poco è riuscita a fare la moda degli ultimi anni che pure ha decretato un ritorno del classico feltro, che abbiamo visto indossato anche dalle pop-star. Con altra eleganza, certo, ma questo è un altro discorso.

La vicenda della celebre fabbrica si è chiusa con il respingimento del tribunale di Alessandria della richiesta di concordato avanzata dalla Haeres Equita srl, società dell’imprenditore svizzero Camperio, che gestiva l’azienda dopo l’affitto del ramo. Se Borsalino finirà completamente la sua storia o se si riuscirà in qualche modo a salvare marchio e produzione è quello che sapremo nei prossimi tempi.