Natale e il Grinch che c’è in noi

La parola d’ordine dovrà essere Tregua

Natale Nei pochi giorni del Natale assumeremo calorie sufficienti a sfamare per un anno un orfanotrofio; poi ci scambieremo oggetti che non avevamo chiesto, spendendo soldi che probabilmente non abbiamo; e produrremo tali quantità di rifiuti che potrebbero riempirsi decine di stadi mentre montagne di avanzi resteranno nei frigoriferi ad ammuffire prima di finire, anche loro, nella spazzatura. Tutto senza piacere, chiaro, o peggio, condito da una bella dose d’ansia che ci porterà a rincorrere le ore e a metterci in coda ovunque capiti: alla cassa, al posteggio, alla toilette del centro commerciale, in una insensata bulimia di festa che escluderà i perché lasciandoci giusto i sensi di colpa. Per i chili presi, per i soldi gettati via, per le aspettative puntualmente deluse.

I valori della festa

E va bene Natale può essere meglio di così, come i saggi dei social network si ostinano a dirci, omaggiando i ” valori ” della festa selfandosi davanti a un presepio con lo sfondo di un coro gospel e di cuoricini glitterati. Natale potrebbe essere meglio o solo diverso, che è già meglio, se solo non ci lasciassimo travolgere dall’apparenza, la convenzione, o peggio, dal giudizio della cognata criticona. Potrebbe essere meglio, se solo facessimo quello che veramente ci sta a cuore e che nel resto dell’anno per un milione di motivi non ascoltiamo.

Perché se Natale è tregua, allora lo sia davvero. Tregua dall’apparenza, dalla convenzione, dal giudizio altrui e senza doveri da assolvere, se non quelli che abbiamo verso il nostro essere umani, verso quel che resta dell’incanto dei Natali dell’infanzia, quando le notti erano silenziose e sempre rischiarate da una cometa. Dove il deleterio non è oggi assecondare i canoni tradizionali, ma festeggiare avendo smarrito il senso della festa, o più banalmente, avendone perso il piacere. E così, statene certi, il mostriciattolo verde che ci rovina le feste, il Grinch dei fumetti che boicotta il Natale tornerà puntuale ancora una volta, impossibile disfarcene com’è impossibile disfarci di noi stessi.


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