Matt Damon

Sono un dinosauro Non uso i social

Matt DamonE’ uno degli attori più richiesti degli ultimi dieci anni, i suoi film incassano più di chiunque star di Hollywood, e da quando ha vinto l’Oscar per la sceneggiatura di Will Hunting – Genio Ribelle, insieme all’amico Ben Affleck, Matt Damon , l’antidivo dalla faccia del bravo ragazzo americano, non si è fermato un attimo. 70 titoli all’attivo, alcuni con i più grandi registi di sempre, da Spielberg a Eastwood, da Scorsese a Scott, produttore ( ha vinto due Oscar con Manchetser in the Sea), e sceneggiatore, eppure ci voleva il suo amico George Clooney per  fargli interpretare il primo ruolo da cattivo della sua carriera in Suburbicon ( al cinema dal 14 Dicembre).

Nel film di Clooney, scritto con i Fratelli Coen, presentato all’ultimo Festival Internazionale del Cinema di Venezia, Matt Damon , alla settima collaborazione con Clooney, è Gardner Lodge, un uomo dalla vita apparentemente normale, che negli anni 50 vive con la moglie paralizzata, la sorella gemella di lei( Julianne Moore nel doppio ruolo) e suo figlio,  in un sobborgo middle class di bianchi. Ma nell’America dei muri contro le minoranze (oggi come allora) basta graffiare la superficie per trovare l’orrore. Così l’arrivo di una famiglia di colore nel quartiere provoca una vera e propria rivolta.

Da dove ha preso il lato oscuro del personaggio?

Matt Damon «Ci ho pensato quando ho letto la sceneggiatura. A dire il vero mi sono ispirato un po’ a mio nonno materno, che era molto rigido, distante, non rideva mai, e in più portava avanti una vita parallela che a noi teneva nascosta esattamente come il personaggio di Suburbicon, che all’inizio sembra un uomo di valore, pieno di certezze per poi rivelarsi ben altro. A tutti i registi piace giocare con questa mia faccia da americano medio.»

Suburbicon sembra il quartiere-tipo del sogno americano, dove dietro la perfezione c’è del marcio. È così?

Matt Damon «Ci sono tante similitudini preoccupanti tra il film e quello che sta succedendo. Ora vediamo l’orrore sotto l’apparenza, pensi a Charlottesville. Trump è l’istigatore! Le sue parole stanno incoraggiando questa gente a rivelarsi, a scendere in strada. Non avrebbero avuto la faccia tosta di provarci cinque anni fa. Questa è la rabbia bianca: ho detto a George, mentre giravamo il film. Trump ha cavalcato un’ondata di odio e divisione, fino alla Casa Bianca

La rivolta che si racconta nel film, è veramente accaduta a Lettitown, in Pennsylvania

Matt Damon «Una storia che non conoscevo e quando Clooney mi ha fatto vedere i filmati dell’epoca, che poi ha usato nel montaggio del film, sono rimasto senza parole. Quei privilegi che i bianchi hanno sempre pensato di avere, ieri come oggi, mi sconvolgono perché non sono affatto scomparsi. Questo rigurgito del razzismo, del nazismo, mi fanno pensare: ma chi ha educato questi ragazzi? Chi ha la responsabilità?»

Il cinema può avere una funzione sociale?

Matt Damon «Certo che si ! Non solo affrontando certi temi nei film,  ma anche nell’impegno quotidiano di ognuno di noi, di esporsi in prima persona per condannare queste manifestazioni, esprimere bene le proprie opinioni, le proprie idee con coraggio e chiarezza. »

Ha 4 figlie femmine come se la cava?

Matt Damon «Bene, anche se sono un dinosauro, non uso i social, e mi terrorizza questa facilità delle nuove generazioni di condividere tutto. Per il resto, cerchiamo di non stare lontani più di due settimane. Così quando ci sono le vacanze scolastiche mi raggiungono tutte sul set, moglie e figlie


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