Caro George sono sempre stato un tuo grande amico Lo sai

Lettera aperta a quel grande mio amico che risponde al nome di George Clooney

George

Recentemente è venuta alla luce un gesto di grande generosità di George Clooney verso 14 suoi grandi amici. Una sera li ha invitati a casa sua e ha regalato ad ognuno di loro 1 milione di dollari. 

Caro George ,
come va? Immagino tutto bene ora che nella tua vita c’è tanto tanto amore grazie ad Amal e l’arrivo dei due gemellini. Una compagna con cui condividere ogni istante e capace di essere sia una grande lavoratrice, attiva soprattutto nella difesa dei più deboli, che al contempo una formidabile mamma, era esattamente l’unica cosa che mancava da tempo nella tua vita e che attendevi con tanta trepidazione.

Io lo so bene perchè ti conosco bene George . Ti seguo fin da quando eri un semplice dottore in tuta verde a Boston e giravi ER. Quando facevi una comparsata in Friends o facevi il padre amorevole in Un giorno per caso con Michelle Pfeiffer. C’ero, e qui converrai che sono uno dei pochi, quando facevi il trashissimo Il ritorno dei pomodori assassini, il cui DVD conservo ancora gelosamente nonostante tu te ne vergogni tantissimo. Siamo cresciuti insieme e sono sempre stato un tuo supporter, una spalla sempre dalla tua parte.

A chi diceva che eri solo un belloccio senza capacità attoriali e portava come esempio Batman di Schumacher, io rispondevo con le tue memorabili prove nei film dei fratelli Coen, dove ti divertivi a fare lo scemo (non a caso la chiamano La trilogia dell’idiota quella composta da Fratello dove sei?, Prima ti sposo e poi ti rovino e Burn after reading). A chi diceva che fossi gay, ribadivo che era solo invidia la loro e poi che c’entrava con le doti di un attore? A chi diceva che eri solo uno coi soldi e importanti agenti dietro, rispondevo che forse il tuo meglio lo avevi dato dietro alla macchina da presa con un capolavoro come Good night and Good Luck e lo strepitoso Le idi di marzo. E poi ci sarebbe un Oscar da attore e uno come produttore a chiudere i conti.

Ti ho difeso George quando hai fatto il mediocre Monuments Men, quando hai floppato con Tomorrowland, ho sofferto con te quando non hai vinto con Paradiso amaro. E ora sono andato al cinema a godere del tuo Suburbicon, nonostante lo diano in poche sale in Italia.

Ora, ho sentito quello che hai fatto per i tuoi amici, quelli che ti hanno supportato all’inizio e che ti sono stati sempre vicino, anche a distanza. George , io non ti chiedo tanto. Un milione sarebbe davvero il massimo ma no, non voglio arrivare a chiederti questo. Però sai, se proprio proprio ti avanzano pochi spicci, se vuoi darmi anche solo un 10% di quello che hai dato agli altri. Ma anche il 5 arrivo a dire… Bè, sai dove trovarmi.

Sarò in sala per i tuoi film, ai festival quando passerai di qui, fuori dalla tua villa a Laglio quando verrai a trovarmi. Io ci sarò. Hey George , io ci sono sempre stato.

Dal tuo grande amico.


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