Le parole del 2017

Da femminismo a fake news, passando da trump (in minuscolo) a caporetto (anche questa in minuscolo)

2017L’anno scorso il compito degli esperti degli Oxford Dictionaries fu tutto sommato facile; con Brexit e l’elezione di Donald Trump alla Casa Bianca, la parola dell’anno non poteva che essere “ post truth ” (post-verità) orrendo lemma che significa bugie, bugie a gogo, a piene mani, per meglio definire quelle fake news (bufale) che hanno giustificato l’uscita del Regno Unito dall’Unione Europea e l’elezione del “ grevemiliardario newyorchese alla presidenza USA. Un’onda lunga che però non s’è esaurita, visto che un altro dizionario prestigioso, il Collins, elegge come parole dell’anno 2017 proprio “ Fake news ”, considerando che il termine ha avuto, nelle ricerche online, un incremento del 365% sul 2016.

Tuttavia, guardando ai fatti, i 12 mesi che stanno per andare in archivio sembrano, al contrario dei precedenti, sfuggire alle definizioni. L’Oxford Dictionary prende ancora un po’ di tempo per esprimersi sul 2017 , limitandosi al momento alla parola del dizionario per i bambini, dove è emersa alla vittoria, dopo un concorso lanciato con la BBC “ trump ” (in minuscolo), che significa briscola, ovvero “ colpo fortunato ”. Parole evidentemente portata al successo dall’altro Trump, quello che si scrive in maiuscolo.

Tornando al mondo adulto si fa però avanti il dizionario online più prestigioso negli USA, il Merriam-Webster che, dopo aver misurato quali termini hanno avuto più ricerche quest’anno rispetto agli anni passati e confrontando quelle parole con le notizie del giorno, ha eletto Word of the Year 2017 un termine che sembrava sepolto nella storia degli anni ’70: femminismo.

Nessuna parola può mai incapsulare tutte le notizie, gli eventi o le storie di un determinato anno “, afferma il direttore di Merriam-Webster Peter Sokolowski. Eppure il femminismo – che ha preceduto dotard (rimbambito), gaffe e giroscopi, tra gli altri – ha fatto relativamente scalpore. Questo perché eventi fortemente mediatici, come la marcia delle donne a Washington nel marzo scorso e la campagna anti-molestie #meeToo seguita al caso Weinstein hanno prepotentemente riportato sotto i riflettori le battaglie delle donne per una parità sostanziale.

Time

Non è un caso che Time, una settimana fa abbia nominato Person of the Year 2017 le Silence Breakers, ovvero le donne che hanno rotto il silenzio sulle violenze subite. Insomma dopo decenni di appannamento, il tema della condizione femminile torna ad essere centrale. E se per il momento avviene solo negli USA, c’è da scommettere che l’argomento diventerà centrale anche da noi, d’altronde in Italia capita che si viaggi con qualche mese di ritardo.

E quale potrebbe essere la parola che caratterizzato questo 2017 italiano? Aspettando che qualche dizionario ci illumini, ricorriamo all’Istituto dell’Enciclopedia Italiana Treccani , che ha dedicato un interessante approfondimento a termini come “ Caporetto ” (proprio nel 2017 se ne è ricordato il centenario), Waterloo, 8 settembre o 11 settembre, eventi tragici fagocitati dal linguaggio comune come sinonimo di disfatta, di disastro epocale.

Fatti ben precisi che sono diventati   metafore «Dunque caporetto (ormai lessicalizzato e con la minuscola) e soci possono essere riferiti, specialmente nel linguaggio iper-espressivo dei media, al crack finanziario come alla crisi di un’azienda, alla sconfitta di una squadra di calcio come a una fallimentare stagione turistica», si legge nella nota dell’Istituto Italiano dell’Enciclopedia, dove non si può non rimarcare come si sia fatto spreco di questi termini solo poche settimane fa, al termine della sfortunata avventura della Nazionale di calcio alle qualificazioni mondiali. Cosa fu la disfatta contro la Svezia una Waterloo o una caporetto? Non vorremmo fossero queste la parole dell’anno 2017 per il nostro Paese.