In paradiso con Patti Smith – Heaven Home L’omaggio a Roma

Al teatro dell’opera l’artista americana si è esibita in un concerto acustico indimenticabile dedicato alla città eterna

Patti SmithLe luci si abbassano, il brusio di sottofondo si fa silenzio e il cuore piano piano sale in gola. Le teste si alzano, cercano di scrutare all’orizzonte il suo arrivo. Poi nella Chiesa, che ha preso occasionalmente la fora di un teatro dell’Opera, entra la Sacerdotessa e un applauso fragoroso si leva per accoglierla. Non sarà un concerto come tutti gli altri, sia perchè sarà un omaggio ad una città amata realmente e fortemente, e sia perchè Patti Smith è un’artista a tutto tondo. Cantautrice, musicista, scrittrice, poetessa. Non un concerto, ma una esperienza, quasi due ore trasportati in una dimensione parallela, dove non esiste tempo, spazio, un autentico paradiso per tutti i sensi.

Quando poi Patti, per la prima volta, fa sentire la sua voce e ne esce un dolcissimo Hello, ogni cosa smette di avere una propria funzione, una propria ragione. Siamo qualche centinaio di persone rapite magicamente da una donna più strega e sovrannaturale che essere umano. Ci accoglie a se come una madre, come una sorella, come una amica di lunga data che ci conosce perfettamente e che sta per portarci per mano lungo un percorso fatto di tutto quello che amiamo. Naufragar ci è dolce in un mare di musica e poesia, note e parole, ricordi e nostalgia, vita e morte che non ha pari per intensità.

Per un attimo la sensazione di non essere più in questo luogo fisico ma di avere abbandonato il proprio corpo materiale è tangibile e più reale che mai. Basta che Patti Smith canti una sola strofa, basta che dialoghi con il suo microfono per non avere più coordinate. Persino lei ha un momento di spaesamento e poi ci riporta sulla terra con una battuta. La voce è angelica e non sembra essere a conoscenza di fattori come l’età o le rigide condizioni climatiche del periodo. E’ un balsamo per l’animo e per l’udito, una culla materna, lo sciabordio lento e familiare di un mare d’amore, pace e grazia.

Il Paradiso di Patti Smith

Inizia con un pezzo sul Paradiso, in un concerto acustico dove è accompagnata dall’amico Luca alla chitarra e la figlia Jesse al piano. La sacerdotessa del rock ha costruito un piccolo altare e un focolare domestico dove chiacchiera con il suo pubblico, accompagnata da amici e parenti. Non siamo di fronte a un evento pubblico per centinaia di persone ma a una improvvisata in salotto dove si può anche sbagliare e nessuno ti dice nulla. Dove la genuinità e il sorriso sono i veri valori aggiunti di una performance intima e delicata.

Amore, misericordia, pietà e pace. Da queste parole, sempre più maltrattate e private del loro vero significato, prende spunto la serata. Sono le stesse usate dal grandissimo poeta (e non solo, come la stessa Patti Smith ) William Blake in The Divine Image (To Mercy, Pity, Peace, and Love, All pray in their distress; And to these virtues of delight, Return their thankfulness) che Patti legge con sentimento e a cui poi abbina la sua My blakean year.

An evening of words and music, dove le words sono le poesie di Blake ma anche le poesie di Patti Smith stessa, dove sono i ricordi della vita passata insieme a Robert Mapplethorpe, uno dei suoi grandi amici e amori, dove sono gli acuti contro le corporazioni, contro i governi incapaci, contro Trump, dove sono le esortazioni al potere della gente, People have the power, ci ricorda ancora una volta!, dove sono i ricordi della prima visita a Roma, tra Ferrari e balli in discoteca fino all’aba.

E la musica invece è la sua musica. Ci sono i grandi classici come Dancing barefoot dove il pubblico si risveglia del caloroso torpore e si scatena senza remore, senza più rispettare l’etichetta di un ambiente classico e aulico. C’è Because the Night, cantata insieme al pubblico dall’inizio alla fine. E ci sono pezzi dedicati al Natale, come la meravigliosa reinterpretazione di Holy Night, da brividi autentici. O rivisitazioni di pezzi altrui, come Can’t Help Falling in Love di Elvis, dedicata a tutta Roma e agli innamorati, o la meravigliosa Grow Old With Me dell’amico John Lennon, neanche mai provata ma regalata al pubblico.

E’ un’altalena di emozioni, in una teatro che ha visto alcuni dei più grandi artisti della classica e della lirica del mondo, ma che diventa un grande recipiente di amore e serenità. Un’oasi di pace dall’oscurità, il male e la tristezza, la solitudine e l’indifferenza del mondo la fuori. E’ un autentico regalo al mondo che ci fa capire cosa vale davvero nella vita, quali sono i valori, le emozioni e i principi per cui vale vivere, lottare e difendere.

Patti Smith ci ha portato in un altro universo per una serata. Non è facile riuscire a descrivere quello a cui abbiamo assistito con semplici parole, anche e soprattutto per mia incapacità, ma se mai vi capiterà di leggere di un concerto di Patti Smith o un evento come questo, fatevi un piacere e non rinunciateci per nessuna ragione al mondo. Il vostro organismo e l’anima ve ne saranno eternamente grato.

Heaven Home – Homage to Rome by Patti Smith
Roma, 13/12/2017


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