Il Biotestamento è stato approvato

Un applauso che irrompe sul silenzio

Biotestamento C’è qualcosa che stride negli applausi che hanno accompagnato, col sì del Senato, l’approvazione della legge sul Biotestamento . C’è qualcosa che suona come un ossimoro in quella esplosione ai limiti della gioia – pur comprensibile – con la quale in tanti, e tanti portatori di storie dolorosissime, hanno salutato l’avvento di una legge pensata per farci morire in pace. Una legge che ci dice né più né meno che lo Stato non potrà più obbligarci a vivere quando la vita non può più dirsi tale.

Lo Stato non potrà più costringerci a cure inutili quando le macchine svolgono il compito che i nostri organi non possono più svolgere, quando è un sondino a nutrirci e una pompa meccanica a spingere il nostro cuore e quando sono solo i farmaci a impedire che il dolore ci porti via urlando. La libertà di scegliere fino a che punto spingere le terapie, quando anche la speranza è persa e la dignità comincia a cedere, dovrebbe essere considerato un diritto naturale, un bisogno primario come bere e respirare e unico, intimamente personale come solo la morte può essere.

Ma ancora troppi, mossi spesso da ipocrito pietismo, continueranno a dirci che l’esistenza non ci appartiene, che è in definitiva lo Stato che deve decidere anche sulla nostra fede o sulla sua mancanza, promuovendo quel sentimento religioso per il quale la vita è dono indisponibile. Una convinzione rispettabile, ma che lo Stato, così come vale per tutte le convinzioni religiose, non può né deve fare propria. Invece è esattamente ciò che è accaduto sino ad oggi, con la cura sostituita con l’accanimento, il diritto alla salute confuso con il dovere non scritto di prolungare sofferenze indicibili. Questa è tortura.

E’ per ciò che quegli applausi stridono,  che il saluto liberatorio che ha accompagnato quel sì che giungeva da Palazzo Madama, pur arrivando da persone che per anni hanno portato avanti la battaglia del biotestamento , suonano stonati. E’ passato troppo tempo, e troppe persone hanno lasciato questa vita in un dolore evitabile. Con questa legge lo Stato  comincia davvero a prendersi cura dei suoi cittadini più fragili.

Biotestamento La legge sul biotestamento

Dopo il voto favorevole della Camera, lo scorso aprile, il Biotestamento ha ottenuto il via libera del Senato con 180 voti favorevoli, 71 no e 6 astenuti.  Sono 5 i punti che compongono il testo di legge.

CONSENSO INFORMATO (Articolo 1) Nessun trattamento sanitario può essere iniziato o proseguito se privo del consenso libero e informato della persona interessata. In caso di minori (art 2) “il consenso è espresso dai genitori esercenti la responsabilità genitoriale o dal tutore o dall’amministratore di sostegno, tenuto conto della volontà della persona minore“.

LE DISPOSIZIONI ANTICIPATE DI TRATTAMENTO – Contenute nell’articolo 3, rappresentano la grande innovazione della legge dove si prevede che ogni maggiorenne, capace di intendere e volere “in previsione di una eventuale futura incapacità di autodeterminarsi, può, attraverso Disposizioni anticipate di trattamento, esprimere le proprie convinzioni e preferenze in materia di trattamenti sanitari, nonchè il consenso o il rifiuto rispetto a scelte diagnostiche o terapeutiche e a singoli trattamenti sanitari, comprese le pratiche di nutrizione e idratazione artificiali“. Le Dat sono revocabili e vincolanti per il medico.

PIANIFICAZIONE DELLE CURE – Prevista dall’articolo 4, si stabilisce che nella relazione medico – paziente “rispetto all’evolversi delle conseguenze di una patologia cronica e invalidante o caratterizzata da inarrestabile evoluzione con prognosi infausta può essere realizzata una pianificazione delle cure condivisa tra il paziente e il medico, alla quale il medico è tenuto ad attenersi qualora il paziente venga a trovarsi nella condizione di non poter esprimere il proprio consenso o in una condizione di incapacità“.