Milano Un Tiziano entra in Comune

La “ Sacra conversazione ” di Tiziano esposta a Palazzo Marino fino al 14 gennaio

Milano Una sola opera ma un capolavoro. Un dipinto, in questo caso una maestosa pala d’altare, per regalare a Milano e ai milanesi (e non) il piacere di soffermarsi ad ammirare la bellezza, quella capace di farsi ispirazione. Dopo 10 anni, l’esposizione natalizia di Palazzo Marino (ovviamente a ingresso gratuito) è diventata una tradizione. In questi anni, in sala Alessi, sono  un milione e mezzo i visitatori che hanno ammirato capolavori assoluti: a cominciare dalla alla « Conversione di Saulo » del Caravaggio, nel 2008, seguita nel 2009, dal ” San Giovanni Battista ” di Leonardo da Vinci proveniente dal Louvre o, l’anno scorso, la Madonna della Misericordia di Piero della Francesca.

C’è un significato ulteriore nella scelta di quest’anno. La “ Sacra conversazione (Pala Gozzi)” proviene dalla Pinacoteca CivicaFrancesco Podesti ” di Ancona, a testimoniare la vicinanza di Milano alla città di Ancona,che svolge un ruolo fondamentale come centro di raccolta e riparo di numerose opere d’arte, tra cui molti capolavori, provenienti dai territori marchigiani colpiti dal terremoto”.

Milano ha voluto anche quest’anno regalare un grande capolavoro artistico a tutti coloro che vivono qui o che visiteranno la città durante queste festività – ha detto il sindaco Giuseppe Sala all’inaugurazione –, per rendere ancora più bello e magico il Natale. Chiunque entrerà in Sala Alessi per ammirare la pala d’altare di Tiziano potrà stupirsi di fronte all’energia sorprendente che sprigiona e allo splendido allestimento che ne valorizza ogni dettaglio, permettendone una visione ravvicinata e completa ”.

Non è possibile condensare tutta la bellezza di Ancona in una sola opera, ma la Pala Gozzi è, senza dubbio, uno dei nostri tesori più preziosi. La accompagniamo con cura e affetto, e con orgoglio, su uno dei palcoscenici più importanti del Paese, in un Comune di Milano che sentiamo amico e affine per il desiderio d’arte e cultura, e per una tensione al cambiamento che dimostra ogni giorno di governare con grande consapevolezza” ha affermato sindaco della città di Ancona, Valeria Mancinelli.

La Pala Gozzi

Tiziano aveva trent’anni quando, nel 1520, il mercante di Dubrovnik Alvise Gozzi gli commissionò una grande pala ( un olio su tavola, 312 x 215 cm) per l’altare principale della chiesa di San Francesco ad Alto ad Ancona.

Milano Quello che ne sortì fu qualcosa di innovativo

Qualcosa di innovativo poiché svincolato dagli schemi architettonici e prospettici del Quattrocento e più affine al Leonardo della Vergine delle Rocce e alle opere di Raffaello. Come quella Madonna di Foligno, ospitata nel 2013 a Palazzo Marino, dove l’architettura dello sfondo è sostituita da un primo accenno di architettura naturale e umanistica. Una natura protagonista interpretato da Tiziano con uno spirito ancora più aperto.

In un cielo di nuvole in movimento e abbagliato dalla luce del tramonto la Madonna con il Bambino appare improvvisamente. Sullo sfondo, un paesaggio irripetibile, conduce lo sguardo sino a Venezia, della quale si vede la cattedrale di San Marco. In basso guardano sbigottiti la visione: San Francesco, a cui era dedicata la chiesa che ospitava il dipinto e San Biagio, protettore della città dalmata, che indica al committente inginocchiato l’apparizione celeste. I personaggi intrecciano una sorta di conversazione di sguardi che “ rimbalzano ” sino ad arrivare al Bambin Gesù che a sua volta punta sullo spettatore, chiamato in questo modo ad essere parte attiva dell’opera.

Venezia, la città di Tiziano; Ancona, la città di destinazione della pala e Dubrovnik, la città del committente, sono quindi accomunate come se l’artista, suggeriscono i critici, volesse  suggerire un’alleanza tra i tre più importanti porti dell’Adriatico, sullo sfondo delle turbolenze politiche del tempo.

Un’opera da ammirare anche sul retro

L’allestimento curato dall’architetto Corrado Anselmi, permette straordinariamente di osservare anche il retro della tavola. Lungo le assi di legno rinforzate con “ centine costolate ”, ecco  alcuni schizzi a matita, in parte ombreggiati a pennello, realizzati dallo stesso Tiziano e raffiguranti varie teste, una delle quali pare essere il bozzetto per il Bambino di una prima stesura del dipinto.

Attenzione adeguata merita anche l’impianto illuminotecnico realizzato dall’architetto Francesco Murano, che utilizza la tecnica della luce miscelata, ovvero una luce ottenuta componendo luci calde e fredde che favorisce una visione particolarmente brillante dei colori.

La mostra è curata da Stefano Zuffi e patrocinata dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali e del Turismo, promossa da Comune di Milano , Intesa Sanpaolo – partner istituzionale – con il sostegno di Rinascente. L’iniziativa è coordinata da Palazzo Reale e realizzata insieme alla città di Ancona Pinacoteca Civica Francesco Podesti ” in collaborazione con le Gallerie d’Italia di Piazza Scala e organizzata con Civita.

L’ingresso alla Sala Alessi sarà libero e possibile tutti i giorni fino al 14 gennaio 2018. I visitatori sono ammessi per gruppi e accolti da storici dell’arte che fanno da guida nel percorso espositivo.