Si fa presto a dire panettone A Milano si lavora per quello da Guinness

Continua la moda dei panettoni con variante

panettoneI puristi del panettone hanno di che storcere il naso. Dopo aver assistito impotenti alle feste del panettone a ferragosto e a variazioni sul tema più o meno originali tipo: panettone con canditi o senza, con glassa o no, basso o alto, con uvetta o senza, con o senza creme e ganache… quest’anno siamo giunti all’eresia conclamata.

E così, dimenticandoci che  trattasi di un dolce della più genuina tradizione natalizia ecco, ad esempio, il “ panettone celtico ” dal sapore decisamente new age firmato Giuliano Baldessari, chef del ristorante Aqua Crua a Barbarano Vicentino che – riprendiamo dall’Ansa – “propone un panettone trasparente come la sua idea di cucina. Il lievito madre è stato rinfrescato con la rugiada raccolta personalmente da Baldessari sulle montagne trentine la notte di San Giuseppe. Un rito antico, erede della tradizione celtica che attribuiva alla rugiada di quella notte proprietà miracolose”.

Insomma, si fa presto a dire panettone , ed anche la differenza tra “ artigianale ” e “ industriale ” in questi tempi di ostentata ricercatezza non è più sufficiente a definire una scelta, perché ormai anche le pasticcerie storiche si adeguano, facendo della novità il proprio mantra.

Ecco allora il panettone al sale marino, quello ai petali di rosa o al radicchio candito, il panettone integrale e quello vegan, e persino il panettone da bere, che per la precisione è una grappa, la Monteverro, aromatizzata, appunto al panettone.

panettoneParlare di evoluzione, o anche di rivoluzione per una preparazione che ha secoli di storia e che nasce dal naturale e perfetto assemblaggio di ingredienti stagionali (in mancanza di frigoriferi canditi e frutta secca ben si conservavano fino a Natale) è lo specchio della presunzione di questi tempi, della smania o delirio di ricercare la novità anche quando non sarebbe necessario. Non è per essere passatisti, ben vengano le novità anche in pasticceria, ma visto che ci siamo, chiamiamole anche in maniera nuova e lasciamo il panettone , come opera dell’ingegno umano, all’immutabile eternità cui l’ha innalzato la storia.

Il panettone da Guinness

E sicuramente, almeno così si spera, sarà ispirato alla più genuina tradizione milanese, il panettone gigante che il 17 dicembre sarà servito in Galleria Vittorio Emanuele II (ore 16.30). Lo hanno già battezzato il panettone più grande del mondo coi suoi 140 kg di peso per 2 metri di altezza. Lo preparerà la pasticceria San Gregorio di Milano e vi saranno ricavate 1.200 fette poi distribuite a tutti i presenti. Ci sarà un forno abbastanza grande per cuocerlo? Al momento non abbiamo notizie al riguardo.