Con Call me by your name l’Italia punta agli Oscar

Il nuovo film di Guadagnino potrebbe portarsi a casa diverse nomination se non statuette

Call me by your nameIn Italia ancora non se ne parla, o se ne parla poco, in America è diventato un oggetto misterioso molto interessante dopo la sua prima al Sundance avvenuta a gennaio 2017, tanto che in queste ore è uscito in un buon numero di sale per tutto il pubblico. Addirittura i critici iniziano a parlare di Oscar e non al singolare. Call me by your name, l’ultima fatica di Luca Guadagnino, italiano, classe 1971 e più a suo agio con l’inglese e star di grande fama internazionali (forse sono più lo stesse a loro agio con lui che il contrario) arriverà nelle nostre sale a febbraio inoltrato, forse con la bella introduzione “Trionfatore agli Oscar con XX statuette“.

Potrebbe infatti essere questo il titolo outsider dei prossimi Academy Awards e potrebbe essere il fiore all’occhiello del Belpaese.

Guadagnino è un regista che in Italia ancora non è riuscito a uscire da una certa nicchia di appassionati e critici. E’ un nome che viene masticato da chi guarda un certo cinema, festivaliero, impegnato (poi neanche tanto, forse impegnativo per certa gente), d’autore. Le sue opere precedenti, Io sono l’amore, A bigger splash, lo hanno portato in alto in alto (soprattutto la sua musa Tilda Swinton), fino a Venezia e Berlino. Il fatto di girare in inglese con star mondiali lo aiuta a trovare produttori e progetti interessanti, eppure in Italia nessuno si ricorda del suo grande salto con Melissa P.

Potrebbe strappare 7 nomination agli Oscar

Call me by your name potrebbe gareggiare per almeno 7 statuette. In primis la sceneggiatura non originale tratta dal romanzo Chiamami col tuo nome di André Aciman e scritta da James Ivory, poi gli attori sia protagonisti che non, con un cast extra lusso (senza la sua Tilda) composto da Armie Hammer, Michael Stuhlbarg, Timothée Chalamet e Walter Fasano tutti strepitosi.

La regia potrebbe essere un’altra nomination sicura. Lo stile registico, artistico, il taglio che Guadagnino da ai suoi film è particolare, quasi aulico, in ambienti e ceti sociali che forse hanno poco a che fare con noi spettatori medi. Questo potrebbe valergli anche la nomination a Miglior film. Come corollario si parla benissimo anche del montaggio, preciso, ritmato, perfetto e la canzone originale, tema dell’amore tra i due protagonisti.

Ma di cosa parla Call me by your name ? Nel 1983, una calda estate segna per sempre la vita del diciassettenne Elio, un musicista più colto e sensibile dei suoi coetanei, che ogni estate trascorre le vacanze nella villa di famiglia. Il padre, un professore universitario, come ogni anno ospita uno studente straniero per lavorare alla sua tesi di post dottorato. L’arrivo di Oliver, ventiquattrenne statunitense, per la sua bellezza e i modi disinvolti, sconvolge la vita di Elio, che se ne innamora immediatamente. Tra lunghe passeggiate, nuotate e discussioni, tra i due giovani nasce un desiderio travolgente e irrefrenabile.

Le riprese hanno avuto luogo tra maggio e giugno 2016, principalmente nella provincia di Cremona, tra Moscazzano, Montodine, Pandino e Crema. Alcune scene sono state girate alle Cascate del Serio nel comune di Valbondione, a Bergamo ed alle Grotte di Catullo di Sirmione.

Dopo il Sundance il film è andato anche al Festival di Berlino e a quello di Toronto dove è arrivato terzo. Ha preso 6 nomination ai prossimi Independent Spirit Awards e 3 ai Gotham Independent Film Awards.


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