La gita scolastica è un vero Affare

Dove si va in gita quest’anno? Proprio qui in Paese!

gita scolastica Quello delle gite scolastiche è oggi “un gran affare”. Nel corso dell’anno gli studenti fanno almeno una gita fuori porta, c’è quindi un vero e proprio mondo economico che vive su quest’evento. Eppure pochi si soffermano a riflettere sull’importanza della gita dal punto di vista didattico. E’ necessario soffermarsi sul come e sul perché si organizza una gita, pensando al fatto che al di là di qualche ricerca, gli studenti non sono molto coinvolti nella gita scolastica.

Una gita a km 0

Spesso una città o un’altra non cambia, l’importante è andare.  Non ci sono limiti circa la possibilità di viaggiare, ed è sempre più frequente che gli studenti effettuino viaggi in paesi europei. Un’esperienza concreta per rendere più autonomi i nostri studenti è quella della gita in bicicletta o a piedi: una proposta didattica rivolta alle classi per vivere e conoscere meglio il proprio territorio. Si viaggia, ci si sposta di chilometri, eppure, non si conoscono i territori e gli ambienti in cui viviamo.

È necessario tornare a fare la gita scolastica nel proprio comune, nella provincia, nella regione in cui si abita.

Si tratta di percorrere i dintorni, esplorarli, conoscerne la storia e le particolarità. Così la maniera più naturale per conoscere i nostri ambienti è quella di muoversi a piedi o in bicicletta. Si tratta di prepararsi, di allenare la mente dei ragazzi e il corpo a quest’evento che sicuramente è molto più coinvolgente. È una scelta che capovolge completamente la modalità con cui i ragazzi si spostano sul territorio.

gita scolastica Qui la questione diventa di tipo psicopedagogico: un ragazzo autonomo, che sa muoversi da solo, acquisisce sicurezza, matura competenze psicomotorie, raggiunge una sua autonomia. Il vero scopo del viaggio non è quindi arrivare ma camminare, non è la meta, ma il percorso, non è il dove ma il come.

Se chiediamo agli studenti delle nostre scuole qual è l’esperienza più significativa della gita scolastica, raramente risponderanno il luogo, la località, il museo visitato, la mostra vista.

Le risposte che ci sentiremo dire saranno tutte centrate sul clima della classe, la situazione, lo stare insieme ai compagni, il tempo passato insieme in modo diverso dalla solite routine scolastica. È necessario riflettere su questo e far sì che la gita scolastica divenga sempre più occasione per vivere l’importanza del cammino e non dell’arrivo.

Un excursus sul passeggiare

Passeggiare è un’arte povera, un far niente pieno di cose, il piacere di scrivere una pagina bianca. Passeggiare vuol dire partire per arrivare, significa abbandonare la linea retta, improvvisare il percorso, non avere paura di ascoltarsi, è ritornare a sé stessi. Passeggiare non serve per tenersi in forma ma a dare forma alla vita. Quindi per fare una bella gita scolastica servono solo un buon paio di scarpe, uno zaino con borraccia e  un cappellino e poi.. VIA!  

Alla scoperta di spazi, luoghi e incontri che spesso ci sfuggono a causa del disorientamento o del poco tempo che i mezzi di comunicazione troppo veloci ci lasciano.


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