Le lacrime di Buffon

L’Italia non va ai mondiali e lui si scusa con tutti

BuffonLa nazionale italiana di calcio e la sua eliminazione dai mondiali, Ventura il mister che dice sì ai soldi e se ne frega dell’etica, Tavecchio il Presidente, che continua ma che nessuno vuole e un campionato di calcio di serie A che riparte con le sue emozioni e i suoi risultati come se nulla fosse, con un rammarico per l’Italia che forse diventerà rimpianto quando quest’estate vedremo in Russia altri campioni ma non i nostri. Ma sapete cosa mi porto ancora dentro in tutto questo intervallo di tempo? Sarò un nostalgico, sarò legato più alle emozioni dell’anima che non quelle dei tacchetti bullonati ma le lacrime di Gigi Buffon io me le rivedo ancora adesso.

Un campione, un fuoriclasse questo è certo ma anche un uomo serio, una persona perbene che fa del proprio mestiere la propria vita e la propria anima.

Soffrire e piangere, significa vivere”, diceva Dostoevskij  e Buffon ha sofferto, ha saputo e voluto piangere perché la sua vita non è solo un paio di guanti, una parata da urlo, una fascia di capitano portata in giro per il mondo ma è soprattutto la sua vita, un vita dove conterà per lui, come per tutti, sicuramente il successo ed i soldi ma soprattutto ci sarà sempre posto per la sua anima e per il suo sangue.

Il pianto

Buffon piange davanti ad un microfono e a lui non interessa cosa dice la gente o i titoloni poi sui giornali; lui è così, è un uomo vero che ama quello che fa e che soffre e sorride per quello che vive. L’Italia non va ai mondiali e lui si scusa con tutti, gli spiace non per lui ma il calcio e per ciò che questo sport rappresenta per tutti e soprattutto per i più giovani, manda un bacio ai suoi figli ed augura ai giovani campioni tante cose meravigliose e poi si asciuga gli occhi con quelle manone che lo hanno fatto diventare il più grande portiere del mondo.

Buffon davanti a quel tabellone pieno di pubblicità parlava a milioni di persone, con quelle spalle curve e quel volto seminascosto si stropicciava gli occhi e piangeva, era un uomo come tanti, uno qualunque, uguale in quel momento a chiunque di noi, che di sbagli ne facciamo tanti e tutti i giorni. Forse non ci abbiamo messo abbastanza energia, forse gli episodi hanno deciso la qualificazione o forse quel meraviglioso giocattolo andava ridisegnato. Queste le tante riflessioni. I calciatori sono idoli intoccabili; il loro mito ha attraversato e superato scandali della corruzione e delle sconfitte, quelle che rimangono nella storia. Ma la Nazionale rinascerà, siamo abituati a rinascere.

Dice Goldmann Sachs che la sconfitta ci costerà 100 milioni di euro ed è la seconda volta che capita dopo il 1958 ma quello che ha fatto Buffon è qualcosa di innovativo.

Buffon ci ha fatto capire non la grandezza del calcio, la sua enorme potenza ma la sua pochezza e chissà, per questo, le lacrime gli scorrevano copiose e non gli riusciva di fermarle. E forse, ammetterla, è la condizione per riprovarci e vincere la prossima volta.


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