Netflix Baby sarà la terza serie italiana

Sarà incentrata sullo scandalo delle baby squillo italiane e arriverà nel 2018

netflixNetflix triplica. Dopo aver prodotto due titoli made in Italy come Suburra – La serie e la docuserie calcistica Juventus FC, ha ordinato il terzo prodotto tutto nostrano. Si tratterà di Baby scritta da Isabella Aguilar (Benvenuti a tavola, Un medico in famiglia) e Giacomo Durzi (In Treatment) e sarà incentrata sulla figura delle baby squillo, un fenomeno sempre più presente sui giornali e già portato al cinema più volte, come in Giovane e bella di Francois Ozon. La serie sarà composta da 8 episodi e le riprese inizieranno nel 2018, mentre una data di uscita sul gigante dello streaming non è stata ancora confermata.

Le Parioline

Chi lo fa per pagarsi gli studi, chi per comprarsi il cellulare nuovo o una borsa di marca e chi semplicemente lo fa per piacere personale. Il sesso come mezzo non più solo di emancipazione personale ma come lavoro vero e proprio. Tempo fa le cosiddette “parioline”, le ragazze per bene di un quartiere di Roma, finirono su tutti i tg e giornali. Per qualche centinaia di euro vendevano il proprio corpo a businness man e anche politici o parenti di politici. Baby sarà storia di formazione che esplora le vite segrete degli adolescenti di Roma. Si ispirerà liberamente alla vera storia esplosa nel 2014, infatti “la serie racconterà le vicende di un gruppo di ragazzi dei Parioli in cerca della propria identità e indipendenza tra amori proibiti, pressioni familiari e segreti condivisi”.

Erik Barmack, vice presidente dei contenuti originali internazionali di Netflix, ha commentato “Siamo orgogliosi di continuare a investire in contenuti originali in Italia e Baby è rappresentativa dei nuovi e avvincenti programmi dei produttori di talento che amiamo“. Mentre Nicola De Angelis, produttore esecutivo della casa di produzione Fabula Pictures non ha nascosto l’entusiasmo “Non potremmo essere più emozionati di iniziare a lavorare a questa serie. Siamo davvero entusiasti di lavorare con Netflix per far conoscere nuove voci e storie italiane al pubblico di tutto il mondo. La grande libertà creativa che Netflix ci offre è il terreno perfetto per sperimentare nuove modalità di storytelling nella televisione del nostro paese“.

Una serie quindi che rimane nel territorio romano e affronta, dopo gli scandali in Vaticano e le infiltrazioni mafiose di Roma Capitale visti in Suburra, un altro spiacevole aspetto della città eterna.


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