Il racconto dei fatti della settimana Dalla Nazionale a Totò Riina agli scandali sessuali

Passando per l’inno di Mameli Lo Zimbabwe e il fine vita

racconto Il racconto parte da un ’Italia  che con tutta fatica non riesce ancora a smaltire lo smacco di un’eliminazione mondiale che brutalmente ci mette davanti ai nostri limiti storici (calcio come metafora del paese). Comunque un’ennesima settimana “balorda” va in archivio.

La Nazionale

Nel nostro racconto è di prammatica un accenno alla Nazionale di Ventura e poi – prometto – non ne parlo più. D’altronde il Paese di 60 milioni di commissari tecnici è ancora in pieno psicodramma, impossibile ignorare gli errori tecnici del ct, impossibile non chiedersi quanta pervicacia abbia il signor Tavecchio per non considerare l’ipotesi dimissioni dopo che un’intera Nazione – nota per essere capace di dividersi su tutto – a piena voce ne reclami le dimissioni. Mistero, o delirio di onnipotenza?

Lo Zimbawe

A proposito di poltrone difficili da lasciare, Mugabe il deposto (?) padre-padrone dello Zimbabwe, detto il “coccodrillo” a 93 anni e nonostante gli arresti domiciliari, pare che non abbia ancora deciso definitivamente di lasciare il potere Non vuole andarsene. Credo che stia cercando di prendere tempo”, avrebbe riferito una fonte anonima mentre stando a voci di stampa, il leader del paese africano vorrebbe restare in carica fino alle elezioni del 2018. Fermo restando che la situazione appare ancora troppo confusa per non essere preoccupante, al popolo dello Zimbabwe non si può che augurare libere e democratiche elezioni il prima possibile. La via verso un po’ di benessere, non può che passare da lì.

L’inno di Mameli

Nazioni che soffrono, Nazionali di calcio che esplodono e Inni nazionali che rinascono. Nello specifico “Il canto degli italiani”, ovvero l’inno di Mameli che dopo 71 anni di “abusivismo”, è diventato ufficialmente l’inno nazionale italiano dopo il via libera giunto mercoledì 15 novembre dalla commissione Affari costituzionali del Senato. Meglio tardi che mai.

racconto Gli scandali del sesso

Che settimana balorda! Tanto per distrarsi, una consistente parte dell’opinione pubblica, si perde dietro allo scandalo sessuale di questi giorni, quello che coinvolge il regista Fausto Brizzi, accusato in tv da una decina di aspiranti attrici col volto pixellato, d’aver tentato approcci hard, approfittando evidentemente del suo ruolo. Qui il Paese è decisamente diviso tra innocentisti e colpevolisti, dove i primi difendono Brizzi, i secondi incolpano le giovanissime. Non volendo entrare nel merito della vicenda per un’evidente mancanza di prove, e al netto di nomi, fatti e circostanze, l’abuso di potere – comunque si manifesti – resta tra gli aspetti più disonorevoli dell’animo umano. Va punito, ma nelle sedi adeguate.

La morte di Totò Riina

E chiudo questo brevissimo racconto dei fatti rimarchevoli della settimana con le notizie che oggi campeggiano su tutti i giornali. La prima è il fine vita di Totò Riina, û cùrtu, detto anche “la belva”. Condannato a 26 ergastoli, per molti ancora era il capo carismatico di cosa nostra, è morto a Parma dopo un periodo in stato di coma. La notizia però del suo stato di salute si è diffusa solo l’altro ieri. Varcata l’ultima soglia, saranno in parecchi ad attenderlo e non saranno benintenzionati.

L’accanimento terapeutico di Papa Francesco

Di fine vita s’è occupato anche Papa Francesco intervenendo con una lettera ad un convegno promosso dalla Pontificia Accademia. Pur restando decisamente contrario all’eutanasia, il pontefice ha chiarito in maniera netta la sua posizione sull’accanimento terapeutico, sostenendo che “Può essere moralmente lecito rinunciare o sospendere le cure”. Sono anni che la politica italiana discute sul fine vita senza essere capace di trovare la via di una legge, mentre il Biotestamento giace in Senato rischiando di non vedere mai luce. Con questa lettera, Papa Francesco toglie l’alibi principe a tanti politici che hanno osteggiato una legge sul fine vita nel nome di una presunta cattolicità.

E dopo una settimana così: buon weekend a tutti.


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