Sport Italia Do Svidaniya !

Il teatro desolante dello sport tricolore

Sport Il giocattolo sport si è rotto. Si è rotto, ed invece di mettersi li a ripararlo cambiandone i pezzi oramai inutilizzabili e che hanno favorito la sua completa distruzione, si cerca di metterlo a posto con lo sputo. Nel tentativo di rivenderlo al mercato del lusso dopo averlo verniciato e sistemato sotto luci appropriate che ne nascondano l’evidente instabilità. Perdonatemi questa metafora ma ne abbiamo sentite molte in questi giorni sul mondo del calcio italiano che una in più sullo sport tricolore non guasta. Anzi ci aiuta a farne le opportune analisi.

L’eliminazione dell’Italia dai futuri Mondiali di Calcio nella Russia di Putin, non giunge come un fulmine a ciel sereno. Lo è stato per i tifosi, gli appassionati e per chi ha a cuore le sorti di uno sport amato da tutti e che lo si incomincia a esercitare appena si è in grado di stare in piedi e muovere qualche passo in direzione di una sfera. I segnali del possibile tracollo del calcio italiano c’erano già tutti, e tutti hanno badato bene a favorirne e nasconderne il logico quanto imminente risultato finale. Tutti, e ci riferiamo agli addetti  ai lavori, tranne la Svezia, e i suoi di addetti ai lavori.

La Svezia

La Svezia che ci fornisce i mobili da montare, ci ha così smontato a sua volta una casa già pericolante e gli svedesi, lasciatemelo dire, hanno solo acceso la miccia di una bomba per demolire definitivamente una struttura dall’instabilità oramai fatale. Questa è la situazione della struttura calcio in Italia, o meglio, questa è la situazione dello sport nella penisola.

Dopo l’eliminazione della Nazionale dai Mondiali di Russia l’unico provvedimento adottato è stato quello dell’esonero del commissario tecnico Ventura, solo dopo avergli garantito la buona uscita di una cospicua somma di denaro da parte della FIGC. Mentre il Presidente Tavecchio, il responsabile numero uno della disfatta azzurra, non solo non ha rassegnato le dimissioni ma siede ancora più saldamente sulla sua poltrona di comando.

La Svezia ci ha dato una opportunità, quella di rifondare il calcio e lo sport italiano in generale, ma come al solito i responsabili hanno fatto spallucce chiudendo a doppia mandata la porta di un mondo, che gestisce miliardi in termini di denaro, ma di cui nulla è dato sapere, conoscere e svelare. Rinchiuso com’è in un’ omertà che fa più rumore delle parole non dette, dei gesti interpretati, degli sguardi destinati al pavimento.

Per poi assistere al teatrino sullo scarico di responsabilità tra capi

Il Presidente capo del CONI che si scaglia contro il Presidente capo della FGCI, due figure che in base ai risultati raggiunti si equivalgono. I recenti Mondiali di Atletica Leggera disputati a Londra hanno portato un solo atleta azzurro a disputare una finale. Gli altri non si sono nemmeno qualificati.

Il risultato ?

Su tutte le nazioni partecipanti alla 16ma edizione dei Campionati del Mondo di Londra, nella classifica del medagliere, l’Italia si è qualificata al 41mo e ultimo posto in compagnia di Kazakistan, Siria e Tanzania. Meglio dell’Italia figurano nazioni come Uganda, Ucraina, Burundi, Costa D’Avorio, Bahamas, Lituania, Bahrein e, naturalmente pensate un po’, la Svezia !

E lo Stato italiano ?

Il Ministro per lo Sport Luca Lotti si è limitato a dichiarare che il calcio italiano deve essere rifondato nella sua integrità, senza però aggiungere che lo stesso Ministero non darà più sovvenzioni al calcio stesso per i mancati introiti derivati dalla mancata qualificazione ai Mondiali di Calcio in Russia. Sui finanziamenti si tace, come si è taciuto sui risultati ottenuti ai Campionati del Mondo di Atletica Leggera di Londra.

Gli italiani investono per lo sport, e molto. Gli italiani però vogliono anche i risultati dallo sport. E non meritano di essere offesi quando li si accomuna al mondo dello sport solamente quando succedono episodi ignobili. Il calcio e lo sport non sono affatto lo specchio della società. Il calcio e lo sport italiano sono lo specchio della politica.  

Ma qui il discorso si fa lungo e si dissolve lentamente, come lacrime nella pioggia.


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