Musei italiani verso il record dei 50 milioni di visitatori

Decimali con il segno più nelle statistiche della cultura museale

Musei italiani Il ministro Dario Franceschini non ha dubbi :« La riorganizzazione del Ministero sta dando i suoi frutti. A tre anni dalla riforma che ha riconosciuto ai musei dello Stato piena dignità giuridica come Istituti, i visitatori nei luoghi della cultura statali sono passati da 38,5 milioni a 45,5 milioni e gli incassi hanno raggiunto i 175 milioni di euro. Numeri che sono destinati ad aumentare anche quest’anno, con la crescita del 9,4% dei visitatori e del 13,5% degli introiti nei primi 9 mesi, e che testimoniano una radicale inversione di tendenza dovuta alle importanti novità introdotte con il sistema museale nazionale».

La riforma

Prima di guardare i dati nel dettaglio, d’obbligo una breve parentesi dedicata alla riforma dei musei italiani , statali, realizzata nel 2014 che ha portato alla creazione del “Sistema museale nazionale“ (prima i musei erano solo uffici delle soprintendenze), che comprende i 17 Poli museali regionali e i 32 Istituti autonomi, che includono i musei principali e i parchi archeologici di Pompei e del Colosseo. Questi, sono forniti di un proprio consiglio di amministrazione, di un comitato scientifico aperto anche alle amministrazioni locali e alla società civile e di un collegio dei revisori dei conti. I direttori, sono stati selezionati attraverso bandi internazionali (cosa che al tempo suscitò non poche polemiche, ma non è questa la sede per parlarne) e sono chiamati a coordinare e decidere su quel complesso meccanismo che unisce tutela, valorizzazione, fruizione. A completamento della riforma brevemente riassunta (sul sito beniculturali.it tutti gli approfondimenti), il riconoscimento, nel 2015, del ruolo della cultura come servizio pubblico essenziale.

Musei italiani Verso i 50 milioni di visitatori

Presentati il 13 novembre, alle Terme di Diocleziano, i dati parlano di una crescita diffusa della fruizione museale, tanto che l’obiettivo dichiarato per il 2017 è il raggiungimento dei 50 milioni di visitatori, dopo che nel 2016, già anno record, ci si era fermati a quota 45,5 milioni con 175milioni di euro di incassi. Dunque, guardando le cifre, la riforma sembra funzionare, assieme ad una rinnovata attenzione per il patrimonio nazionale. Se è vero che il Mibact in questi mesi ha predisposto diverse campagne per la valorizzazione dei musei statali, le domeniche ad ingresso gratuito (la prima domenica d’ogni mese che ha portato a 2,8 milioni nel 2017) e l’incremento dei flussi turistici in Italia negli ultimi tre anni, hanno fatto il resto.

Ma entriamo nel dettaglio: tra gennaio e settembre 2017 i visitatori sono cresciuti del +9,4%, mentre gli introiti sono aumentati del +13,5%. Le regioni più virtuose in termini di aumento di visitatori e incassi sono: Liguria (rispettivamente +22,7% e +8,4%), Puglia (+18,3% e +13,5%), Veneto (+20% e +73,7%), Friuli Venezia Giulia (+13,7% e +19,2%), Toscana (+10,5% e +14,9%) e Campania (+10,8% e +13,9%).

Capitolo a parte i 30 musei autonomi: registrano un incremento del numero di visitatori di +11% e un aumento degli incassi di +14,5%.

Sono solo cinque le regioni dove si evidenzia un trend negativo: l’Abruzzo (-15,7%), le Marche (-7,6%) e l’Umbria (-13,8%) regioni dove il terremoto fa ancora sentire la sua influenza; la Calabria che è quasi alla pari (-0,2%) e il Molise (-1,1%). In termini assoluti, le regioni con il maggior numero di visitatori nei musei sono (dati del 2016): Lazio (20.371.718), Campania (8.084.597) e Toscana (6.396.665).

Musei italiani I grandi musei: l’avanzata del sud

L’autonomia conferita ai grandi musei italiani ha portato a incrementi diffusi nella fruizione, dove nel triennio 2013-2016, a crescite a una cifra, si aggiungono crescite record, come il +1727,8% di visitatori registrato dal Museo Nazionale di Reggio Calabria, passato da 11.522 a 210.598 visitatori grazie alla apertura del nuovo museo e al nuovo allestimento dei Bronzi di Riace. Crescite esponenziali anche per il Museo Archeologico Nazionale di Taranto (+203%), il Museo di Capodimonte (+64,6%), la Reggia di Caserta (+55,3%), il Parco Archeologico di Paestum (+47,5%), il Museo Archeologico Nazionale di Napoli (+46,7) e il Parco archeologico di Pompei (+37,1%). Ma percentuali importanti si registrano anche al nord Italia: al Palazzo Reale di Genova (+50,3%), alla Pinacoteca di Brera (+37,5%) e ai Musei Reali di Torino (+29,1%). Pur mancando evidentemente i dati ufficiali del numero di visitatori del 2017, in tutti i 32 Istituti autonomi, si registra un trend di crescita. Fanno eccezione la Galleria Nazionale delle Marche (-16,2%), le Gallerie Estensi (-11,11%) e il Museo archeologico di Taranto, con un dato quasi alla pari. (-0,1%).

I piu’ visitati

Con 6.696.939 visitatori del 2016 (e un trend di crescita di oltre il 10% per il 2017, resta il Colosseo il sito più vistato d’Italia; seguito da Pompei, con 3.505.422 e un trend del + 5,4 per l’anno in corso e dalle Gallerie degli Uffizi, con 3.356.302 e un trend di +14,6%.

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